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e valore al futuro

PARTNERSHIP PER GLI OBIETTIVI

Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

Nel 2021 l’aiuto allo sviluppo (Aps) è aumentato del 4,4% in rispetto al 2020, per via degli aiuti ai Paesi ricchi hanno fornito ai Paesi fragili per fronteggiare il Covid-19. Anche in Italia nel 2021 l’Aps è cresciuto dallo 0,22% allo 0,28%, ma si tratta in parte di “aiuto gonfiato” ovvero di risorse spese nei Paesi donatori e si è ancora molto lontani dall’obiettivo dello 0,70% del Reddito nazionale lordo (Rnl).

Approfondimenti

Quattro temi, quattro città, quattro dialoghi sullo sviluppo sostenibile

di Pino Donghi, divulgatore scientifico, co-editor del roadshow "Dialoghi sullo sviluppo sostenibile"

Il cibo e il benessere, l’energia e i cambiamenti climatici, le disuguaglianze, l’innovazione: ecco gli argomenti al centro degli incontri organizzati da Aics, ASviS e società editrice il Mulino per contribuire all’attuazione dell’Agenda 2030 dell’Onu.
Dicembre 2018

Un road-show organizzato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) e la società editrice il Mulino a sostegno dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile approvati dalle Nazioni Unite.

Bologna, Milano, Roma, Taranto, da novembre 2018 a febbraio 2019. In quattro mesi, in alcune grandi città italiane, tutte a loro modo significative e legate ai temi in discussione, si è inaugurato e si sta sviluppando un programma di dialoghi che ha messo al centro alcuni dei 17 Obiettivi che le Nazioni Unite hanno indicato come prioritari per il conseguimento di uno sviluppo sostenibile: il cibo e il benessere, l’energia e i cambiamenti climatici, le disuguaglianze, l’innovazione.

Partendo da Bologna, il 13 novembre, negli spazi di Fico, la Fabbrica Italiana Contadina, il primo parco agroalimentare al mondo, Dario Bressanini e Andrea Segré hanno dialogato stimolati dalle domande di Patrizio Roversi, interrogati sull’impatto che una corretta alimentazione, e di conseguenti stili di vita, può avere sulla salute degli individui, come per altro certificato da tutti i principali indicatori socio-sanitari. Si è discusso della promozione dei sistemi alimentari di qualità, basati sulla diversificazione agroecologica e sulle filiere corte: il modello proposto dall’Italia e dalla sua cooperazione nel mondo. In generale, si sono raccomandate politiche più consapevoli che muovano dalla tradizionale prevenzione verso una strategia di “promozione della salute” di cui l’attenzione al buon cibo è uno dei pilastri. Non sottovalutando - Bressanini si è impegnato a ricordare - che su alimentazione, benessere e salute, circolano una quantità di informazioni non controllate, a volte discutibilmente allarmistiche, e anche qualche bugia di troppo che è bene smascherare.

Risalendo per la penisola si è arrivati a Milano, alla vigilia di Natale, il 19 dicembre alla Fondazione Eni, sempre guidati da Patrizio Roversi, ma questa volta in compagnia dello scienziato del clima Luca Mercalli e dell’economista Pippo Ranci. Al centro del dialogo i cambiamenti climatici e la domanda di energia. Con un obiettivo chiaro: assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. In questo senso risulta ineludibile e improcrastinabile una più ambiziosa strategia energetica globale, evocata dagli Obiettivi 7 e 13, da collocarsi nel quadro imprescindibile e globale della lotta al cambiamento climatico, all’incremento delle misure di resilienza che ne attutisca gli impatti, in accordo con le cinque dimensioni dell’Unione dell’Energia: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza  energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività, da realizzarsi nell’ambito di congrui e inclusivi quadri regolatori.

Tappa romana, all’Auditorium Parco della Musica, il 21 gennaio 2019 per parlare di disuguaglianze: economiche, di accesso, di genere, di prospettive e orizzonti futuri: protagonisti, Fabrizio Barca e Lella Costa. Il tema delle disuguaglianze si impone come centrale nelle politiche che accompagnano lo sviluppo delle società e delle economie alle prese con le contraddizioni dell’attuale modello di sviluppo. Si tratta di uno dei problemi più urgenti, e non solo perché l’ormai mitico 1% del mondo diventa sempre più ricco, ma nella misura in cui non si riesce a contrastare la povertà, e l’incerto governo delle trasformazioni economiche lascia ai margini ampi settori della società. Alle disuguaglianze di reddito si aggiungono quelle che riguardano la salute e la sicurezza sociale, l’accesso ai servizi, all’istruzione e alla formazione, il “divide” tecnologico. E su tutto impatta, tutt’altro che marginalmente, la più tradizionale e apparentemente insuperabile delle disuguaglianze, quella di genere, moltiplicando le criticità e chiedendo soluzioni che provino a tenere insieme l’irriducibile complessità del fenomeno.

Parlare di Innovazione a Taranto, il 27 febbraio, dialogando dentro le sale del Museo Archeologico, richiamando tutte le contraddizioni che il tema impone alla discussione. Una scommessa dai molteplici significati: il Sud, la città simbolo di un’industrializzazione critica e unsustainable dal punto di vista ambientale, nella cornice di un nuovo, meraviglioso museo dedicato all’archeologia… parlando di innovazione futura, di nuovi modelli imprenditoriali con Eric Ezechieli, di finanza sostenibile con Flavia Micilotta e delle storie di vecchie e nuove imprese con lo scrittore Edoardo Nesi, Premio Strega 2011 per “Storia della mia gente”. Ci sono dei dati che dimostrano come l’Italia stia diventando sempre più digitale – diffusione della banda larga tra le famiglie, uso di internet, incidenza dei “lavoratori della conoscenza” sul totale degli occupati – e che ci dicono anche che il nostro Paese non è al passo con l’andatura dei battistrada a livello mondiale. Per quanto riguarda infrastrutture e logistica è evidente una significativa carenza di investimenti pubblici, insieme al bisogno urgente di piani di ricerca e sviluppo in aree strategiche. Il tutto va realizzato all’interno di un cambio di paradigma dal modello economico lineare – take-make-dispose - a quello dell’economia circolare, proposta dagli economisti D.W. Pearce e R.K. Terry già nel 1989, volta a superare il limite delle risorse naturali e la capacità di assorbire i rifiuti prodotti dal metabolismo industriale. E senza dimenticare che dentro questi macro-fenomeni su scala globale vivono, si sviluppano, a volte dolorosamente muoiono, storie imprenditoriali del celebrato Made in Italy, la cui tradizione, identità e vitalità rischia di smarrirsi dentro l’orizzonte angusto di scelte politiche confuse o tardive.

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
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