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VITA SULLA TERRA

Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica

Dagli ultimi dati aggiornati al 2021, risulta che sulle otto milioni conosciute, un milione di specie animali e vegetali è a rischio estinzione. L'attività antropica ha velocizzato di mille volte il tasso naturale di estinzione. Continua il declino della biodiversità italiana a causa di problemi irrisolti, come il degrado e il consumo del suolo. 

Notizie

Alleanza Ue-Giappone per proteggere l’ambiente e arrestare i cambiamenti climatici

Settimana 24-30 maggio: accordo verde Ue-Giappone, relazione sugli impollinatori, conclusioni del consiglio su turismo ed economia blu sostenibile, consiglio straordinario del 24 e 25 maggio, contrasto alla disinformazione. 31/5/21

Guarda la rassegna dal 24 al 30 maggio 2021

Alleanza verde Ue-Giappone

In occasione del 27esimo vertice Ue-Giappone del 27 maggio scorso è stato adottato l’accordo per un’alleanza verde. I contenuti dell’accordo si basano sull’impegno e la forte determinazione a creare economie climaticamente neutre, rispettose della biodiversità, circolari ed efficienti sotto il profilo delle risorse per raggiungere una crescita verde. L’ambizione condivisa è di raggiungere l'azzeramento delle emissioni di gas serra entro il 2050 e di cooperare con gli altri Paesi per assicurare che la Cop 26 sul clima raggiunga risposte adeguate agli impegni assunti con l’Accordo di Parigi e un quadro ambizioso e realistico per la biodiversità post-2020 da adottare alla Cop15.

Entrambe le parti evidenziano come la neutralità climatica rappresenti la strategia prescelta per la crescita, l'occupazione e la competitività, come stabilito nel Green Deal europeo e nell’equivalente strategia di crescita verde del Giappone.

Ribadiscono che i pacchetti di stimolo economico realizzati in risposta all'epidemia di Covid-19 dovranno essere in linea con questi obiettivi al fine di garantire una ripresa verde e sostenibile che non lasci indietro nessuno.

L’intesa impegna le parti a condividere conoscenze ed esperienze su come responsabilizzare i cittadini e affrontare le sfide sociali legate alla transizione verso la neutralità climatica, comprese la ricerca e l'innovazione nelle città intelligenti e supportare gli sforzi di decarbonizzazione a livello locale.

Vengono individuate delle aree prioritarie per la collaborazione: nella transizione energetica, nella protezione dell’ambiente, nella riduzione delle pressioni sugli ecosistemi attraverso la produzione e il consumo sostenibili lungo tutte le catene di approvvigionamento. Un ambito specifico è rappresentato dall’elaborazione di sistemi regolatori che definiscano standard per le attività economiche adeguati a rispondere alle sfide, che siano da proporre anche in ambito globale. Oltre a collaborare sulla ricerca, dare continuità nell’impegno a svolgere un ruolo di primo piano nella piattaforma internazionale sulla finanza sostenibile e facilitare anche la transizione in Paesi terzi.

In relazione ai rifiuti marini in plastica, l’Ue e il Giappone si impegnano a intraprendere azioni urgenti per affrontare questa sfida globale nell'ambito dei programmi del G20.

Nel quadro globale s’impegnano inoltre a cooperare per perseguire una forte agenda ambientale presso l’Organizzazione mondiale del commercio che includa azioni e iniziative che contribuiscono al raggiungimento della neutralità climatica, riconoscendo in questo contesto l'importanza dell'uso della tariffazione del carbonio.

 

Progressi nell'attuazione dell'iniziativa dell'Ue a favore degli impollinatori

Nella seduta del 27 maggio, la Commissione ha presentato la relazione sui progressi nell'attuazione dell'iniziativa dell'Ue a favore degli impollinatori.

La relazione fa seguito all’iniziativa a favore degli impollinatori assunta nel giugno 2018 prevedendo un’articolazione strutturata in 10 azioni e 31 sotto-azioni specifiche. La relazione adottata rappresenta il monitoraggio periodico della suddetta iniziativa.

Nella premessa la Commissione rimarca come la perdita di impollinatori selvatici rappresenta una fonte di grave preoccupazione perché circa l'80% delle colture e della flora selvatica nell'UE dipende, almeno in parte, dall'impollinazione animale. Senza impollinatori, si assisterebbe al declino e all'eventuale estinzione di molte specie vegetali, il che minaccerebbe la sopravvivenza della natura, il benessere umano e l’economia. I dati della lista rossa europea riportano che la popolazione di circa una specie su tre di api e farfalle è in declino, mentre una su dieci è minacciata di estinzione.

Viene in particolare dato spazio e rilevanza alle raccomandazioni della Corte dei conti europea espresse in una relazione speciale pubblicata a luglio 2020 che ha individuato lacune nelle principali politiche dell'Ue volte ad affrontare le principali minacce agli impollinatori selvatici.

Inoltre, si richiamano le conclusioni del Consiglio del 17 dicembre 2020 che, accogliendo positivamente le raccomandazioni della Corte dei conti europea, riconosce l'urgenza di rafforzare il quadro d'azione dell'Ue a favore degli impollinatori.

Nella relazione sono riportate le novità intervenute dall’avvio dell’iniziativa a oggi per ciascuna azione in programma, evidenziando in particolare quelle introdotte dal Green deal europeo e i suoi specifici programmi quali la Strategia per la biodiversità al 2030, la strategia del produttore al consumatore (farm to fork) e i suoi diversi obiettivi con particolare riferimento alla riduzione dell’uso dei pesticidi, come anche il recente piano per zero inquinamento e la necessità di approfondire le misure necessarie sugli effetti dei cambiamenti climatici anche nell’ambito della nuova strategia d’adattamento.

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Passando in rassegna le diverse azioni, si evidenzia la necessità d’incrementare il sostegno al monitoraggio e alla valutazione del fenomeno valorizzando la proposta metodologica presentata a gennaio 2021 dagli esperti del Jrc della Commissione. Dai dati disponibili dalla relazione sulla valutazione degli ecosistemi pubblicata a ottobre 2020, emerge il dato preoccupante che il 50% dei terreni coltivati a colture che dipendono dagli impollinatori presentano un deficit di impollinazione.

Per il sostegno alla ricerca e all'innovazione la Commissione mira a rafforzare il proprio sostegno alla ricerca sugli impollinatori nel prossimo programma quadro, Orizzonte Europa.

Per la conservazione delle specie e degli habitat degli impollinatori che sono minacciati, la Commissione indica la necessità d’integrare meglio gli obiettivi di conservazione nella gestione della rete Natura 2000, in cui è importante includere misure prioritarie per i principali habitat nei quadri d'azione prioritaria degli Stati membri. E cita in proposito la raccomandazione della Corte dei conti europea affinché la Commissione accerti che i quadri d'azione prioritaria includano obblighi di protezione degli impollinatori selvatici e valuti le misure pertinenti proposte dagli Stati membri.

Per migliorare gli habitat degli impollinatori nelle zone agricole e nei dintorni, richiama  una relazione di recentissima pubblicazione, che ha esaminato le misure della Pac che potrebbero sostenere o ostacolare la conservazione e una guida per le pratiche agricole rispettose degli impollinatori.

Anche qui la Corte dei conti europea raccomanda alla Commissione di accertare che gli Stati membri, ove necessario, includano nei propri piani strategici pratiche di gestione con effetti positivi significativi sugli impollinatori selvatici.

Un altro ambito d’azione è il miglioramento degli habitat degli impollinatori nelle zone urbane e nel paesaggio più vasto, su cui la Commissione richiama come indirizzi alle aree urbane la guida per le città rispettose degli impollinatori pubblicata a gennaio 2020, proponendosi di promuovere ulteriori azioni attraverso la nuova iniziativa "Green City Accord" e i piani di inverdimento urbano inclusi nella citata strategia sulla biodiversità al 2030.

Per ridurre l'impatto delle specie esotiche invasive sugli impollinatori la Commissione richiama gli orientamenti in materia di gestione delle specie esotiche invasive per proteggere gli impollinatori selvatici pubblicati a gennaio 2020. Evidenzia come l'impegno nell'ambito della strategia dell'Ue sulla biodiversità per il 2030 di ridurre del 50% il numero delle specie nella Lista rossa minacciate da specie esotiche invasive contribuirà anche a ridurre ulteriormente gli impatti negativi sugli impollinatori.

Per incoraggiare le imprese e i cittadini ad agire, la Commissione richiama l’iniziativa intrapresa nel 2018 per un esame iniziale delle attività commerciali riguardanti la conservazione degli impollinatori utilizzando la piattaforma dell'Ue Business@Biodiversity, e punta sulla scienza dei cittadini sostenendo il ruolo del pubblico nella generazione di conoscenze per l'azione politica. Oltre a ricordare l’importanza di sostenere le scelte di consumo responsabili da parte dei cittadini che possono influire in modo significativo sugli impollinatori selvatici.

Per promuovere le strategie sugli impollinatori e la collaborazione a tutti i livelli, la Commissione incoraggia le autorità nazionali, regionali e locali a sviluppare strategie a favore degli impollinatori. Per facilitare questo processo, richiama la pubblicazione di modelli per tali strategie che possono essere adattati a esigenze territoriali specifiche. 

Nelle conclusioni, si evidenzia come i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi a lungo termine dell'iniziativa saranno rafforzati in modo sostanziale mediante la strategia sulla biodiversità, la strategia "Dal produttore al consumatore" e il piano d'azione dell'UE per l'inquinamento zero, in particolare tramite gli impegni a estendere le zone protette e ripristinare gli ecosistemi.

Viene ritenuto fondamentale promuovere approcci agroecologici come l'agricoltura biologica, ripristinare elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità nei terreni agricoli e ridurre gli effetti dei pesticidi e di altri inquinanti ambientali nocivi agli impollinatori, integrando anche maggiormente le esigenze degli impollinatori nella Pac e nel quadro normativo sui pesticidi.

 

Riunione straordinaria del 24-25 maggio del Consiglio europeo

Il 24 e il 25 maggio si è tenuta la Riunione straordinaria del Consiglio europeo.

Tra gli argomenti, trattando in priorità la situazione Covid-19, si è preso positivamente atto dell’accelerazione delle vaccinazioni. Il Consiglio ha accolto con favore l'accordo raggiunto sul certificato Covid-19 digitale Ue e ne chiede la rapida attuazione in vista dell’estate.

Richiamando la dichiarazione di Roma del vertice mondiale sulla salute, assume l’impegno a donare almeno 100 milioni di dosi entro la fine dell’anno ai Paesi bisognosi.

Sul tema Cambiamenti climatici viene accolto l’accordo raggiunto dai colegislatori per la legge sul clima e viene espresso compiacimento del rinnovato impegno degli Stati Uniti a favore dell'accordo di Parigi.

Sul fronte politica esterna, vengono ancora condannate le recenti violazioni ai diritti umani e democrazia da parte della Bielorussia.

A fronte delle attività illegali, provocatorie e destabilizzanti della Russia contro l'UE, il Consiglio ha invitato l'alto rappresentante e la Commissione a presentare una relazione contenente opzioni per una risposta strategica nei rapporti UE-Russia in vista del prossimo Consiglio di giugno.

 

Conclusioni del Consiglio dell’Ue su economia blu sostenibile e turismo

Valutando che un'economia blu sostenibile è essenziale per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo e garantire una ripresa verde e inclusiva dalla pandemia di Covid-19, il Consiglio ha approvato il 26 maggio le conclusioni su un'economia blu sostenibile, basata su quattro pilastri: oceani sani, conoscenza, prosperità ed equità sociale.

Le conclusioni del Consiglio giungono quasi in parallelo alla Comunicazione della Commissione per un'economia blu sostenibile nell’Ue appena presentata lo scorso 17 maggio, sostenendone l’approccio.

L’indomani, il Consiglio ha anche adottato conclusioni sulle politiche per il turismo in Europa nel prossimo decennio.

Partendo dal quadro attuale che identifica il turismo quale settore economico più duramente colpito dalla pandemia di Covid-19, il Consiglio invita a utilizzare in modo intelligente le opportunità di finanziamento esistenti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale dell'Ue e dello strumento NextGenerationEu, al fine di rilanciare il settore del turismo e di renderlo più resiliente.

Invita inoltre gli Stati membri e la Commissione a presentare un'agenda europea per il turismo 2030/2050 elaborata congiuntamente, al fine di sostenere la transizione verde e digitale dell'ecosistema del turismo europeo e rafforzarne la competitività.

 

Guida sul rafforzamento del codice di pratica sulla disinformazione

La Commissione ha adottato la guida sul rafforzamento del codice di pratica sulla disinformazione nella prospettiva di proporre una nuova edizione dello stesso codice per il prossimo autunno.

L’iniziativa s’inserisce nell’ambito dei programmi per la trasformazione digitale “plasmare il futuro digitale dell’Europa” del febbraio 2020, integrato di recente con la bussola del decennio digitale europeo, nonché con il piano d’azione per la democrazia nell’Ue, e riflette in particolare l’esperienza determina dalla pandemia Covid-19 e l’infodemia da essa generata.

Partendo dal codice di pratica sulla disinformazione già adottato nel 2018, la guida chiede di rafforzare il codice di condotta sulla disinformazione per garantire un'applicazione completa e coerente tra le parti interessate e i Paesi dell’Ue sui seguenti punti:

  • favorire una più larga partecipazione con impegni su misura per i soggetti coinvolti;
  • promuovere una miglior “demonetizzazione della disinformazione”;
  • assicurare l’integrità dei servizi;
  • migliorare l’empowerment degli utilizzatori;
  • aumentare la copertura del controllo dei fatti e fornire un maggiore accesso ai dati ai ricercatori;
  • creare un quadro di monitoraggio più robusto.

La Commissione chiede che i sottoscrittori del codice di pratica sulla disinformazione istituiscano un centro per la trasparenza dove indichino le iniziative di contrasto intraprese con indicatori e dati precisi.

 

 

di Luigi Di Marco

 

 

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lunedì 31 maggio 2021

Aderenti

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