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Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica

Dagli ultimi dati aggiornati al 2021, risulta che sulle otto milioni conosciute, un milione di specie animali e vegetali è a rischio estinzione. L'attività antropica ha velocizzato di mille volte il tasso naturale di estinzione. Continua il declino della biodiversità italiana a causa di problemi irrisolti, come il degrado e il consumo del suolo. 

Notizie

Ispra: in Italia cementificati 2,4 metri quadrati di suolo al secondo

Consumo di suolo nazionale ai massimi da dieci anni. La densità delle coperture artificiali scalda le città ed espone la popolazione a rischio idrogeologico. Tra i capoluoghi virtuosi Genova, Firenze e Reggio Calabria. [VIDEO] 8/11/23

mercoledì 8 novembre 2023
Tempo di lettura: min

Il consumo di suolo in Italia sta accelerando, raggiungendo ritmi che non si vedevano da oltre dieci anni. Nel 2022, la crescita media delle superfici artificiali ha raggiunto i 2,4 metri quadrati al secondo, solo in piccola parte compensata dal ripristino di aree naturali, per lo più associato al recupero di aree di cantiere o di altro suolo consumato reversibile. Questo è il monito che viene dal rapporto "Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici" 2023, decima edizione a cura dell’Osservatorio Ispra dedicata all'analisi dei processi di trasformazione del territorio italiano, che causano perdita di suolo e dei relativi servizi ecosistemici.



L’obiettivo di azzeramento del consumo di suolo netto, previsto dall’Agenda 2030 e dai piani europei, si allontana: 70,8 Km quadrati in un solo anno, 19,4 ettari al giorno, di cui 14,8 km quadrati di consumo permanente. Il 10,2% in più rispetto al 2021. Si aggiungono ad essi altri 7,5 km quadrati passati, negli ultimi dodici mesi, da suolo consumato reversibile (rilevato nel 2021) a permanente, portando a una crescita complessiva dell’impermeabilizzazione, ovvero la copertura dei terreni con superfici artificiali impermeabili come il cemento e l’asfalto, di 22,3 km2.

A livello nazionale, la copertura artificiale del suolo è stimata in oltre 21.500 km2, con ulteriori 646 km2 di aree soggette ad altre forme di alterazione diretta associate alla copertura artificiale di suolo. Il suolo consumato rappresenta il 7,14% del territorio, percentuale in costante aumento. Ritmi non sostenibili dovuti alla mancanza di interventi normativi efficaci e all'attesa di un quadro normativo omogeneo a livello nazionale, quantomai necessario alla luce delle note fragilità geologiche e morfologiche del nostro Paese.

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Le aree critiche

I cambiamenti nel consumo di suolo sono concentrati in diverse aree del Paese, come la pianura Padana, la costa adriatica e le aree metropolitane di Roma e Napoli. Le zone costiere, le aree di pianura, le città e le zone urbane e periurbane dei principali centri urbani e dei comuni circostanti registrano una maggiore densità di consumo di suolo.

Le regioni

 In 15 regioni italiane, la percentuale di suolo consumato supera il 5%.  Le regioni con i valori percentuali più elevati sono la Lombardia (12,16%), il Veneto (11,88%) e la Campania (10,52%). La Lombardia è anche la regione con la maggiore estensione di territorio artificializzato, con oltre 290.000 ettari. Nell'ultimo anno, i maggiori aumenti nel consumo di suolo netto sono stati registrati in Lombardia, Veneto, Puglia, Emilia-Romagna e Piemonte.

Le città

 Il consumo di suolo nelle zone periurbane e urbane è critico. L’aumento delle superfici artificiali comporta la perdita di superfici naturali all'interno e intorno alle città, fondamentali per l'adattamento ai cambiamenti climatici. I centri urbani, soprattutto i più grandi, stanno diventando sempre più caldi. La temperatura aumenta in proporzione alla densità delle coperture artificiali presenti, raggiungendo valori compresi tra 43 e 46 °C durante i giorni più caldi, soprattutto nelle zone più densamente popolate. Inoltre, l'andamento della temperatura varia a seconda delle caratteristiche del territorio circostante. In media, durante l'estate, la differenza di temperatura del suolo tra le aree urbane di pianura e il resto del territorio è di 4°C, ma può raggiungere massimi di 6°C a Firenze e oltre 8°C a Milano. Tra i comuni virtuosi, Ercolano in Campania ha consumato solo 0,2 ettari in più nel 2022, Montale in Toscana non ha registrato alcun aumento e San Martino Siccomario in Lombardia ha visto una diminuzione di 0,2 ettari. Tra i capoluoghi delle città metropolitane, Genova, Reggio Calabria e Firenze mostrano un risparmio del suolo.

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I poli logistici

Logistica e grande distribuzione organizzata sono tra le principali cause di consumo di suolo in Italia. Il consumo di suolo per lo sviluppo di poli logistici ha raggiunto il massimo dal 2006, con particolare concentrazione nel Nord-Est del Paese, seguito dal Nord-Ovest e Centro.

Le grandi infrastrutture rappresentano l'8,4% del consumo totale di suolo, gli edifici costruiti su suoli agricoli o naturali nell'ultimo anno corrispondono al 14%, piazzali, parcheggi e altre aree pavimentate, il 13,4% e le attività estrattive il 5,4%.

Il 13% del consumo totale di suolo nazionale si verifica nelle aree a pericolosità idraulica media, con il 9,3% del territorio ormai impermeabilizzato, un valore superiore alla media nazionale.

Inoltre, più del 35% del consumo totale di suolo dell'ultimo anno si trova in aree a pericolosità sismica alta o molta alta. Infine, il 7,5% è nelle aree a pericolosità da frana.

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di Monica Sozzi

 

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