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La Camera approva la ratifica degli Accordi di Parigi, ora tocca al Senato

La Camera dei Deputati ha dato il via libera al disegno di legge di ratifica di COP21. Ora serve una tempestiva approvazione anche dal Senato della Repubblica, per permettere all'Italia di partecipare alla prossima Conferenza di Marrakech del 4 novembre

 

Con 359 voti favorevoli e nessun contrario la Camera, il 19 ottobre, ha approvato il disegno di legge che era stato presentato dal Governo il 10 ottobre. Con la votazione della Camera dei Deputati si aggiunge un altro tassello al processo di ratifica dell'Accordo di Parigi stipulato il 12 dicembre 2015.

Buon segnale la votazione all'unanimità, che ha visto solo 12 astenuti e nessun contrario.

Adesso, è compito del Senato approvare nel minor tempo possibile il disegno di legge, per far sì che l'Italia possa completare definitivamente il processo di ratifica e depositarlo presso l'Onu in tempo per permettere la partecipazione della delegazione italiana alla COP22 di Marrakech. La COP22, infatti, riunirà solo gli Stati che hanno ratificato l’Accordo di Parigi. Per poter prendervi parte è necessario,quindi, depositare quanto prima all’Onu gli strumenti di ratifica.

In questo senso infatti si è espresso anche il Presidente della Commissione ambiente della Camera Ermete Realacci: “Mi auguro che arrivi presto anche l'approvazione del Senato, così da rendere effettiva la ratifica dell'Italia in tempo per la Cop22 e andare a testa alta a Marrakesh".

Il disegno di legge approvato l'altro ieri prevede il versamento del contributo italiano al Green Climate Fund, pari a 150 milioni di euro per il triennio 2016-2018, fondi già stanziati dalla legge di stabilità 2016.

Durante i lavori della COP 16, infatti, è stato istituito il Fondo verde per il clima come parte del meccanismo finanziario della Convenzione quadro delle Nazioni Unite.
Allo stato attuale sono stati versati 9,9 miliardi di euro da parte degli Stati sui 10,3 previsti: la quota di contribuzione italiana, dunque, rappresenta gran parte dei fondi mancanti, considerando che, su 46 firmatari, il nostro paese fa parte dei 6 Stati che ancora non hanno sottoscritto per intero il proprio contributo.

I firmatari degli Accordi di Parigi, come noto, si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra per arrivare alla temperatura globale di 1,5°: si tratta di un impegno che significa, per l’Italia, la riduzione di emissioni dagli attuali 430 a 260 milioni di tonnellate di CO2. Per questo è necessario un piano d’azione a tappe intermedie, nell’ottica di una totale de-carbonizzazione entro il 2050.

Gli impegni dei Paesi europei saranno applicabili a partire dal 2021, dal momento che fino al 2020 l’Unione Europea è già vincolata dagli obblighi previsti dall’Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto firmato nel 2012.

Quanto alla distribuzione degli obblighi di mitigazione fra gli Stati membri dell’Unione Europea, essi sono in fase di determinazione: si sta lavorando alla revisione della direttiva Emission Trading e all’attuazione dello strumento cosiddetto Effort Sharing, cioè condivisione degli sforzi fra i paesi membri.

Il testo del disegno di legge è disponibile qui

di Carlo Maria Martino

venerdì 21 ottobre 2016
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