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GRI Standards: i nuovi parametri per la rendicontazione di sostenibilità

Presentati i nuovi standard di riferimento globali per il sustainability reporting. Applicandone principi e linee è possibile identificare gli aspetti della propria attività che hanno impatti più significativi sugli stakeholder (comunità locali, dipendenti, ambiente).

I nuovi GRI Standards - sviluppati dal gruppo di esperti de Global Sustainability Standards Board - sono stati ufficialmente lanciati il 19 ottobre. Si tratta dei principali standard di riferimento globali per il sustainability reporting, rendicontazione della performance di sostenibilità di un’organizzazione/impresa.

La Global Reporting Initiative (GRI) è un’organizzazione nata proprio con l’obiettivo di aiutare sia il pubblico che il privato a comprendere, misurare e comunicare l’impatto che una qualsiasi attività possa avere sulle varie dimensioni della sostenibilità (economica, ambientale e sociale) e i loro aspetti più disparati.

Dopo un processo lungo e articolato le vecchie linee guida (GRI G4 Guidelines) sono state riformulate e aggiornate dando vita ai nuovi GRI Sustainability Reporting Standards (GRI Standards). I GRI Standards rappresentano, dunque, l’ultima evoluzione e la versione più aggiornata degli originali parametri sviluppati dall’organizzazione.

 


 
Il contenuto delle linee guida è stato ristrutturato in un sistema modulare e interconnesso di standard. Questo permetterà di aggiornarli e di poterne aggiungere di nuovi senza interferire con il sistema generale. Questa flessibilità darà modo di adattare con maggiore facilità gli standard alle diverse necessità, contesti e sviluppi nel settore del sustainability reporting. 

Nello specifico, il sistema distingue tra tre standard universali e tre serie di standard specifici per le tre dimensioni fondamentali della sostenibilità.

Il punto di partenza è il GRI 101 (Foundation), il quale permette di inquadrare e spiegare come viene usato e regolato il set di parametri, introduce i 10 principi fondamentali degli stessi e spiega come preparare un rapporto in linea con questi. Applicando i principi e le linee guida del GRI 101 è quindi possibile identificare gli specifici aspetti della propria attività che hanno impatti più significativi – positivamente e negativamente – sugli stakeholder (comunità locali, dipendenti, ambiente, consumatori, ecc.). In questo modo è possibile poi individuare e applicare gli standard ad hoc, scegliendoli fra quelli elencati nelle serie di standard specifici per settore.

Parallelamente vanno applicati anche gli altri due standard universali:
- GRI 102 (General Disclosures), che serve a riportare informazioni di contesto relative all’organizzazione e le sue pratiche di rendicontazione;
- GRI 103 (Management Approach), il quale, invece, è utile per spiegare la gestione di quegli aspetti della propria attività che hanno un impatto più importante sugli stakeholder.

Ogni standard ha una struttura simile, distinguendo tra “Reporting requirements”, “Recommendations” e “Guidance” per facilitare la comprensione di cosa mettere a bilancio e come farlo.

I GRI Standards, dunque, rappresentano una novità importante e il futuro del sustainability reporting. L’applicazione degli standard è senza dubbio una best practice, ma soprattutto permette di sviluppare una lingua comune per parlare e riflettere di rendicontazione di sostenibilità. La diffusione di parametri comuni di valutazione, misurazione e rendicontazione di performance e impatti diventa ancora più significativa se calati nel contesto dell’Agenda 2030, un sistema ampio e complesso dove tutti sono chiamati a contribuire per il raggiungimento degli obiettivi.


Scarica i GRI Standards


di Matteo Mancini

giovedì 20 ottobre 2016
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