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Eea, dismettere energia da fonti fossili per incentivare le green: -20% entro il 2030

Per l'Agenzia europea per l'ambiente il rischio nel non cominciare a dismettere le vecchie centrali energetiche alimentate da combustibili organici è quello del "carbon lock-in", ovvero ostacolare la transizione verso uno sviluppo delle fonti rinnovabili.

Se l'obiettivo è la riduzione del 80-95% delle emissioni dei gas serra rispetto al 1990 entro il 2050 i cambienti che i Paesi dell'Ue dovranno affrontare non sono pochi.
A ribadirlo è la Eea, Agenzia Europea per l'Ambiente, che in un recente studio quantifica e mette a fuoco il cammino da compiere. Ed è proprio a partire dalla riduzione delle attuali centrali di produzione energetica alimentate con fonti fossili che passa la transizione verso energie alternative e rinnovabili. Nello specifico, entro il 2030 l'Eea ha calcolato che a livello Ue dovrà avvenire la dismissione del 20-24% della potenza installata per produzione di energia elettrica da combustibili di origine organica. Tale passaggio è fondamentale, fa notare l'Agenzia, al fine di rispettare la tabella di marcia di decarbonizzazione dell'economia al 2050, ed evitare il "carbon lock-in", ovvero ostacolare il processo a lungo termine verso un estensivo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Nel rapporto viene inoltre fornita una dettagliata analisi del settore della produzione elettrica, con un'attenzione particolare alla durata, dal punto di vista tecnico-scientifico, della capacità dei fossili di supplire la domanda oggi in Europa, mostrando come l'andamento dell'utilizzo di questi combustibili non potrebbe essere compatibile, in futuro, con gli obiettivi europei in materia di cambiamento climatico.
La produzione di energia in Europa rimane infatti il settore di maggior produzione di gas-serra, con circa un terzo delle emissioni totali derivate dalla produzione energetica.

Per il vice presidente della Commission europea Maroš Šefčovič, a capo del dipartimento per l'Energia, "E' importante che la Eea abbia sollevato la questione del carbon lock-in. L'accordo di Parigi negoziato nel 2015 è stato ratificato da un numero sufficente di Paesi affinché potesse esserre adottato. Ecco quindi l'opportunità per l'Ue di essere di esempio e alla guida del cambiamento globale per l'efficenza energetica”.

Rispetto al 2005, la potenza e la diffusione delle centrali energetiche alimentate con fonti alternative è di gran lunga cresciuto: l'energia eolica è aumentata di quattro volte, quella solare di ben 70, fa sapere Hans Bruyninckx, il direttore della Eea, che aggiunge: “Investire in rinnovabili e maggiore efficenza energetica rappresenta la migliore valorizzazione dei nostri soldi”.

di Elis Viettone

 

lunedì 17 ottobre 2016
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