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Stretta sul commercio illegale di specie protette: accordo a Johannesburg tra 180 Paesi

Nell'ambito della 17ma Conferenza Cites, nuove misure per la tutela di varie specie tra cui pappagallo cenerino, squalo seta, manta e nautili. Sanzioni per Vietnam e Mozambico se non fermeranno entro un anno il commercio illegale di corno di rinoceronte.

Il commercio illegale di specie protette ha i giorni contati. Grazie alla stretta stabilita nell'accordo siglato il 5 ottobre a Johannesburg dagli oltre 180 Paesi che hanno partecipato alla 17ma Conferenza Cites (Conferenza delle Parti) viene rinnovato il divieto internazionale sulla compravendita di corno di rinoceronte e di avorio, mentre vengono stabiliti nuovi limiti, come ad esempio quello che riguarda il commercio di pangolini e pappagallo cenerino, oltre a inasprire norme sulla tratta di alcune specie a rischio, come lo squalo seta, lo squalo volpe o la manta, e su tutte le specie di alberi di palissandro. Una nuova tutela inserita nella convenzione internazionale grazie al lavoro del Wwf ha inoltre riguardato i nautili, antichissimi organismi marini, famosi con Jules Verne e il suo Nautilus, minacciati dalla pesca illegale e dal commercio per l’utilizzo della conchiglia come souvenir e soprammobile.

"Gran parte della fauna selvatica del mondo è minacciata dal bracconaggio e dal commercio insostenibile” -  ha commentato con soddisfazione Isabella Pratesi, direttore conservazione del WWF Italia - “I governi dovevano agire con coraggio qui a Johannesburg e lo hanno fatto. Il mondo si è unito anche per sostenere le misure di attuazione e di applicazione al fine di garantire che i regolamenti commerciali non restino sulla carta”.

Tra gli importanti risultati raggiungi alla Conferenza, l'intesa siglata da parte dei delegati su una serie di prossime azioni al fine di far maturare una risposta globale al commercio illegale di fauna selvatica. Ad esempio, sollecitando e accompagnando la chiusura dei mercati nazionali di avorio che si muovono in un contesto di mercato nero. Per realizzare questo obiettivo, i Paesi hanno accettato di sostenere il processo guidato dalla Cites sul Piano d'azione Nazionale dell'Avorio Nazionale (NIAP), che ha il compito di identificare gli Stati in cui la situazione è più critica nella catena del commercio illegale di questo prodotto. Rischiano sanzioni il Vietnam e il Mozambico se non fermeranno entro un anno il commercio illegale di corno di rinoceronte, come richiesto da Cites.

Un miglioramento è stato inoltre registrato a livello di tracciabilità degli esemplari in commercio, elemento centrale per risalire alla provenienza di specie particolarmente interessate dalla pesca, come squali e razze. Rafforzate anche le regole relative agli allevamenti di tigre e al commercio di animali cresciuti in cattività, per prevenire il ‘riciclaggio’ di animali catturati in natura.
Altri punti chiave discussi e per i quali sono state elaborate specifiche risoluzioni, sono stati la lotta alla corruzione e la necessità di ridurre la domanda dei consumatori di specie minacciate.

di Elis Viettone

lunedì 10 ottobre 2016
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