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Rapporto Iisd 2016, l’impegno a supporto della spinta globale verso la sostenibilità

L’International Institute for Sustainable Development delinea nel suo Rapporto annuale i principali risultati raggiunti nell’ultimo anno. Acqua pulita, resilienza e uso innovativo di dati ed indicatori sono tra i temi maggiormente approfonditi.

Organizzazione no-profit che da oltre 25 anni si occupa di promuovere lo sviluppo umano e la sostenibilità ambientale attraverso ricerche innovative, campagne e partnership, l’Istituto Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile (International Institute for Sustainable Development, Iisd) tira le somme di un anno di lavoro con il suo rapporto da oggi consultabile online.
Dal titolo emblematico “Supporting Global Shift to Sustainability”, il documento vuole sintetizzare il contributo offerto dall’organizzazione per la difficile e tortuosa transizione verso la sostenibilità che il mondo sta da tempo tentando di affrontare. In particolare, il rapporto si occupa di descrivere i principali traguardi raggiunti dall’Iisd nelle sei sottodimensioni in cui si articola il suo piano strategico adottato per il quinquennio 2014-2019 ovvero acqua, politica economica e diritto, resilienza, conoscenza integrata, energia e servizi di informazione.

Primo fra tutti emerge il discorso sull’acqua la cui importanza era ben nota ai capi di stato e governo riuniti a settembre del 2015 per la settantesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tanto che decisero di farne un goal a sé stante, il sesto per la precisione. In tal senso, l’Iisd vede il suo coinvolgimento svilupparsi su due piani distinti tra cui il Water, Energy and Food Program (Wef) e l’Experimental Lakes Area (Iisd-Ela).    
L’Iisd-Ela, in particolare, è un vasto progetto di ricerca attivo da oltre 50 anni che si occupa di identificare e condurre test sulle possibili minacce alle riserve di acqua fresca lacustre. I molteplici esperimenti realizzati in tal senso, hanno portato a significativi cambiamenti nelle leggi disegnate per ridurre ad esempio il livello di fosforo, mercurio o piogge acide presenti nelle nostre acque.

Muovendo dal riconoscimento di acqua, energia e cibo come le tre componenti principali dello sviluppo umano, la Wef invece si propone di segnalare costantemente ai policy-makers l’importanza di affrontare queste componenti in maniera integrata. Tale approccio richiede che, ad esempio, le decisioni prese sulle riserve d’acqua di un Paese e sulle condizioni in cui versano debbano altresì tener conto del loro possibile impatto sulle colture circostanti nonché sull’energia idrica locale. A tal proposito, nel rapporto si parla dell’impegno profuso dall’Iisd in Suriname. Nazione ricca di depositi d’oro, il Suriname ha sperimentato un recente boom nell’attività estrattiva che è stato sicuramente positivo per la crescita dell’economia ma al contempo rischioso per la salute dell’ambiente. Tenendo conto del fatto che il settore estrattivo occupa il 40% del Pil del Paese e di come questo sia cresciuto del 893% tra il 2000 e il 2014, risulta dunque cruciale il supporto offerto dall’Iisd per bilanciare quest’ultimo con una crescita che sia sostenibile.

Continuando con il Piano Strategico, la parte dedicata alla resilienza si occupa di sviluppare strategie, strumenti e consigli per aiutare le comunità e gli ecosistemi a reagire ai rischi e alle difficoltà causate dal cambiamento climatico.
A tal proposito, è importante ricordare lo strumento innovativo “Cristal Parks” lanciato nel 2016 dall’Iisd in collaborazione con l’International Union for Conservation of Nature and Mexico’s National Commission of Protected Areas (Conanp). Disegnato appositamente per gli ambientalisti, tale strumento vuole presentarsi come un insieme di suggerimenti e consigli circa le modalità attraverso le quali sviluppare efficaci strategie di adattamento al cambiamento climatico. In particolare, esso prevede cinque passaggi obbligati da percorrere tra cui: sviluppare una conoscenza approfondita del territorio in cui ci si muove, valutare se esistano rischi climatici che lo minacciano, tenere conto di eventuali programmi già esistenti, svilupparne di nuovi facendo frutto delle informazioni raccolte e infine identificare gli elementi chiave per un monitoraggio efficiente del piano in questione.

La necessità di promuovere una conoscenza integrata circa lo sviluppo sostenibile attraverso la raccolta e la diffusione di dati e indicatori che siano consistenti e facilmente interpretabili è un’altra dimensione che rientra nel piano strategico 2014-2019. Quest’ultimo, inoltre, incorpora un piano energetico in grado di individuare soluzioni innovative che possano contribuire all’eliminazione dei molteplici incentivi esistenti all’uso di combustibili fossili.
Difendere la trasparenza e la coerenza politica in tutto ciò che concerne lo sviluppo sostenibile è infine l’obiettivo dell’ultima dimensione del Piano Strategico in parola. Cruciale in questo senso è il contributo che da anni l’Iisd offre con i suoi Earth Negotiations Bulletin (Enb) con i quali riporta in tempo reale le principali negoziazioni avvenute in materia di sviluppo sostenibile.

 di Chiara Dipierri

giovedì 15 settembre 2016
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