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IN EVIDENZA: L’Antropocene e le responsabilità dei grandi Paesi

Il G20 ha rinnovato gli impegni sull’ambiente dei leader mondiali, sollecitati anche dai sindaci delle grandi città. Anche perché siamo in una nuova era, con responsabilità umane senza precedenti.

Dunque è ufficiale. Siamo in una nuova era geologica, l’Antropocene, caratterizzata dall’impatto umano dominante sull’ambiente della Terra. Se ne parlava da tempo (l’Economist gli dedicò una copertina cinque anni fa), ma il problema in questi giorni è stato posto all’International geological congress a Cape Town in Sudafrica e segna l’inizio di un nuovo approccio scientifico allo studio dei rapporti tra l’uomo e il Pianeta.

La notizia arriva alla vigilia della riunione del G20 a Hangzhou in Cina, nella quale i leader dei maggiori Paesi sono stati chiamati ad affrontare i problemi globali. La riunione è stata preceduta da un appello del gruppo C40 che riunisce le maggiori città del mondo, impegnate contro il cambiamento di clima, ed è stata caratterizzata dall’annuncio della firma del Trattato di Parigi da parte della Cina e degli Stati Uniti. Siamo insomma di fronte a una presa d’atto delle responsabilità globali dell’umanità per  preservare il Pianeta e a segnali positivi, anche se in ritardo, per rispondere in concreto.

L’urgenza di agire è  stata sottolineata anche da  Papa  Francesco nel messaggio per la 'Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato' presentato giovedì 1° settembre in Vaticano. “Dio ci ha fatto dono di un giardino rigoglioso, ma lo stiamo trasformando in una distesa inquinata di macerie, deserti e sporcizia. Non possiamo arrenderci o essere indifferenti alla perdita della biodiversità e alla distruzione degli ecosistemi, spesso provocate dai nostri comportamenti irresponsabili ed egoistici".

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a cura di Donato Speroni

 

lunedì 05 settembre 2016
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