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Diritti umani al centro dell'azione delle imprese: fino al 10 settembre le consultazioni pubbliche sul Pan

Il Piano d'Azione Nazionale, coordinato dal Comitato interministeriale per i Diritti Umani, riprende i Principi Guida dell'Onu: lo sviluppo economico necessita di politiche coerenti e di uno sforzo delle imprese affinché il benessere implichi anche una maggiore equità e giustizia sociale.

I diritti umani al centro dell'azione delle imprese: è questo lo scopo del Piano d'Azione Nazionale (Pan), coordinato dal Comitato interministeriale per i Diritti Umani (Cidu), per la cui realizzazione stata anche avviata anche una consultazione pubblica con scadenza il 10 settembre, al fine di allargare al massimo la partecipazione dei soggetti interessati.
A una bozza prima del Pan su Impresa e Diritti Umani 2016-2021 hanno finora lavorato anche i due gruppi di lavoro istituiti dal Cidu, composti da rappresentanti del mondo istituzionale, ministeri, amministrazioni coinvolte, organizzazioni intergovernative e agenzie Onu, e non istituzionale, sindacati, organizzazioni non governative, imprese.

Proprio per stimolare e incoraggiare un dibattito pubblico su questo processo, una versione non definitiva del Pan è stata pubblicata sul del Cidu per permettere alla società civile di commentarne i contenuti, e di inviare contributi e spunti per la sua realizzazione definitiva.
Sulla base dei Principi Guida delle Nazioni Unite su Impresa e Diritti Umani, l'Italia riafferma che lo sviluppo economico necessita di politiche coerenti e di uno sforzo da parte di imprese affinché il benessere implichi anche una maggiore equità e giustizia sociale. In questo senso il Pan mira a divenire uno strumento per garantire l'impegno del governo su misure politiche e legislative nazionali, regionali ed internazionali, che tengano conto dei diritti umani negli interventi di natura economica.

Nel dettaglio, come si legge nel documento, l'Italia si impegna a:

  • Continuare l‟azione di promozione del rispetto e della protezione dei diritti umani, delle libertà fondamentali e del principio di non discriminazione, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili come le donne, i minori, i disabili, la comunità Lgbti, i migranti e i richiedenti asilo, le  minoranze etniche e religiose;
  • Coordinare l'attuazione del Pan nel quadro dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 nelle sue tre dimensioni, economica, sociale e ambientale, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare gli Obiettivi 8, 16, 17);
  • Rafforzare, collaborare o sviluppare relazioni industriali tra attori sociali ed iniziative multi- attoriali per una migliore attuazione dei diritti umani nella conduzione delle attività economiche;
  • Promuovere nelle realtà imprenditoriali gli impegni assunti nel quadro dell'Agenda 2030 per prevenire e compensare potenziali effetti negativi sui diritti umani a livello nazionale, regionale ed internazionale; conseguire l'ottavo Obiettivo, Lavoro dignitoso e crescita economica; incentivare l'uso di indicatori di qualità, sviluppo sostenibile, eguaglianza e genere.

Il Pan su imprese e diritti umani sarà periodicamente rielaborato in un processo di analisi e consultazione degli stakeholders grazie anche al Gruppo di Lavoro su Impresa e Diritti Umani, predisposto dal Cidu. Nel 2018, il Glidu formulerà una revisione di medio termine per valutare i risultati raggiunti e capire i punti deboli ancora in essere nella direzione di una concreta tutela dei diritti umani nel mondo delle attività economiche.

di Elis Viettone

venerdì 02 settembre 2016
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