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Il cambiamento climatico nel Medio Oriente miete più morti dei conflitti: 230mila vittime l'anno

Non sono mai state così calde: in Medio Oriente estati roventi che superano i 50°, a fronte di un aumento della temperatura di 7° nel corso del secolo. Tra le cause anche l'irrigazione fuori misura e l'attività di estrazione del petrolio.

Le estati nel Medio Oriente non sono mai state così calde: a riportarlo gli studi nel settore pubblicati in Olanda ad Aprile, che hanno registrato un aumento della temperatura diurna di 7° nel corso del secolo.

A mettere insieme questi numeri, un articolo dell'Economist, che presenta anche un altro rapporto americano nel quale viene stimato che il numero delle tempeste di sabbia in Iraq passerà da 120 a 300 in un anno, mentre l'Unep, il Programma ambientale dell'Onu, calcola che il cambiamento climatico uccide annualmente 230mila abitanti dell'Asia occidentale (Penisola araba e nella Mezzaluna Fertile), provocando più vittime di una guerra.

La temperatura record registata è stata a Bassora, in Iraq: 53.9º che si contende il primato solo con il Kuwait e la Dead Valley californiana.
La regione è, più che in ogni altro tempo, in difficoltà a causa dell'aumento della popolazione che ha ridotto la disponibilità di acqua, lasciando due terzi di coloro che vivono qui con forniture meno che sufficenti, in base agli standard Onu, ed esaurirà le proprie riserve di acqua nel 2019. Se le cose non cambiano questo avverrà forse anche prima.

Ogni giorno ci sono dei tagli sulla fornitura elettrica, che arrivano anche a 16 ore al giorno nell'Iraq del Sud.
E questa è una delle situazioni meno critica nell'area. Il Medio Oriente è infatti il Paese dove risiedono più rifugiati: nel mondo il 39% di loro si è temporaneamente stabilito qui, più che in qualunque altre regione del Pianeta.
Non bisogna però tralasciare che alcuni di questi problemi sono stati generati dall'uomo, ad esempio l'irrigazione fuori misura ha prosciugato i laghi e trasformato i mari in conche di polvere. Inoltre l'attività di estrazione del petrolio ha decreatto l'abbandono da parte di molti agricoltori dei loro terreni di coltivazione.

di Elis Viettone

sabato 27 agosto 2016
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