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Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e le politiche europee: a che punto siamo e quali sono i prossimi passi

Il discussion paper “How are we getting ready? The 2030 Agenda for Sustainable Development in the EU and its Member States: analysis and action so far”, a cura di Ingeborg Niestroy dell'Institute for Sustainable Development, individua priorità e necessità per l'integrazione degli SDGs dell'Onu nell'agenda europea.

Implementare, integrare e coordinare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell'Onu nell'agenda e nelle politiche europee: è questo il focus del discussion paper “How are we getting ready? The 2030 Agenda for Sustainable Development in the EU and its Member States: analysis and action so far” a cura di Ingeborg Niestroy dell'Institute for Sustainable Development (IISD), recentemente pubblicato.

Con l'entrata in vigore degli SDGs l'1 gennaio 2016, 193 Stati sono stati coinvolti in un importate processo di sviluppo globale che vede per la prima volta la partecipazione dei Paesi sviluppati accanto a quelli via di sviluppo. Per questo l''Europa, i cui 28 Paesi hanno tutti sottoscritto gli SDGs, si trova ad affrontare il compito di concentrare le proprie azioni e strategie su tre differenti livelli: interno, quindi inerente ai Paesi Ue e alle conseguenze delle loro politiche sulla Regione di riferimento; interno-esterno, che comprenda politiche nazionali con impatti al di fuori dei confini nazionali, ed esterno, ovvero sulle politiche estere con impatti esterni al Paese di riferimento.

I punti chiave illustrati nel rapporto riguardano:

  1. Il lavoro a livello dell'Unione per la traslazione degli SDGs nelle politiche europee e l'elaborazione di un approccio comune per tutti gli Stati Ue;
  2. La selezione di alcuni settori chiave, acqua, energia, sicurezza alimentare, infrastrutture e diseguaglianze per creare sinergie e obiettivi comuni;
  3. Un coordinamento orizzontale e l'integrazione delle politiche dell'Unione grazie alla creazione di strutture di governance che superino l'impostazione tradizionale;
  4. L'attuazione di una governance multi-livello, multi-settore e con la partecipazione di istituzioni, governi, stakeholders, ong e altri attori coinvolti per una maggiore trasparenza, collaborazione e condivisione di esempi significativi;
  5. Il superamento nelle politiche interne ed estere del sistema di “Policy Coherence for Development” (Pcd) in favore di un approccio orientato verso lo sviluppo sostenibile “Policy Coherence for Sustainable Development” (Pcsd);
  6. La creazione di una Commissione ad hoc per l'individuazione di settori in cui è più difficile agire, studiando soluzioni che possano portare beneficio a tutti gli attori coinvolti, sotto la supervisione dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini;
  7. La leadership politica deve essere sostenuta da adeguate capacità amministrative per non indebolire il lavoro e l'impegno dell'Ue;
  8. Il monitoraggio dei problemi pratici e possibili soluzioni per l'implementazione degli SDGs, con una particolare attenzione a creare un sistema in grado di comprendere coerentemente le istanze dell'Ue;
  9. Il lavoro dell'Ocse sulla raccolta ed elaborazione dei dati disponibili che a) superi l'approccio esistente della propria raccolta delle informazioni b) sia in grado di mettere a punto indicatori più integrati in un sistema di analisi complessivo;
  10. La necessità di prospettive a lungo termine anche per creare consapevolezza politica che gli investimenti attuali e futuri a) in ambito ambientale e sulle infrastrutture possono richiede tempi più lunghi per mostrare risultati b) vanno valutati attentamente in quanto potrebbero portare a non sviluppare nuove tecnologie o frenare investimenti su innovazioni;
  11. Per quanto riguarda nello specifico gli SDGs, le maggiori tematiche prese in considerazione concernono il Goal 12, Consumo e produzione, in particolare sul target 12.3 sullo spreco del cibo, il Goal 8, Economia e occupazione, con un'enfasi sul target 8.4, efficienza nell'impiego delle risorse;
  12. In merito ai Goal 12 e 8 si inseriscono ambiti trattati dal Goal 9, infrastrutture e investimenti, Goal 10, lotta alle disuguaglianze, e Goal 2, Cibo e Agricultura;
  13. Il confronto tra le strategie europee di sviluppo, EU Sustainable Development Strategy (Eu Sds), e i documenti europei più recenti in materia, mostra come, a 15 anni dagli Eu Sds, questi rimangono il quadro di riferimento più completo per l'implementazione degli Sdgs in Europa;
  14. Tutte le strategie necessitano di meccanismi di governance per monitorare i progressi e individuare le priorità;
  15. Considerando la complessità delle politiche europee in atto per l'integrazione degli Sdgs e gli interessi in gioco, è fondamentale una forte leadership politica sia da parte della Commissione che dei 28 governi nazionali, supportati dal parlamento Ue.

di Elis Viettone

sabato 20 agosto 2016
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