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Avviata la consultazione pubblica per il Piano d’Azione Nazionale su impresa e Diritti Umani

E' in fase di elaborazione uno strumento per assicurare l'impegno del Governo su misure per garantire i diritti umani nella conduzione di interventi di natura economica: fino al 10 settembre il ministero degli Esteri chiede la partecipazione a tutti gli stakeholders.

Maggiore equità, benessere condiviso e giustizia sociale passano per uno sviluppo economico rafforzato da politiche coerenti e impegno da parte degli attori sociali e delle imprese.
Ecco perché il governo italiano si è impegnato a realizzare un Piano d’Azione Nazionale (Pan) su impresa e Diritti Umani in linea con i Principi Guida delle Nazioni Unite in materia “Guiding Principles on Business and Human Rights”, affinché tali diritti assumano un ruolo prioritario e che l'eventuale impatto negativo delle attività economiche sulla protezione di tali diritti possa essere propriamente identificato e gestito. Un simile approccio riguarderà anche il quadro della politica estera nella conduzione di attività economiche a livello regionale ed internazionale.

Per estendere maggiormente la partecipazione alla redazione di queste azioni-chiave, il Comitato interministeriale per i diritti umani (Cidu), in seno al ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ha chiamato a raccolta tutti gli stakeholders interessati e avviato delle consultazioni per integrare, emendare e riflettere sulla bozza di Piano di Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani, risultata dalla collaborazione con i soggetti istituzionali, i rappresentanti dell’imprenditoria e della società civile, i sindacati e gli esperti del settore.
Per inviare commenti, suggerimenti e idee scrivere a: dgap.cidu-bhr@esteri.it, c'è tempo fino al 10 settembre e tutti i contributi saranno pubblicati sul sito del Cidu.

In particolare l'impegno dell'Italia in proposito riguarderà:

  • Promuovere il rispetto, la garanzia e la protezione dei diritti umani, le libertà fondamentali e del principio di non discriminazione, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili come le donne, i minori, le persone con disabilità, le persone LGBTI, i migranti e i richiedenti asilo, le persone appartenenti a minoranze etniche e religiose;
  • Coordinare l'attuazione del Pan nel quadro dell'Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 ed impegnarsi per una maggiore garanzia dei diritti umani e dello sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni – economica, sociale ed ambientale, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (in particolare gli Obiettivi 8, 16, 17);
  • Rafforzare, collaborare o sviluppare relazioni industriali tra attori sociali ed iniziative multi-attoriali per una migliore attuazione dei diritti umani nella conduzione delle attività economiche;
  • Promuovere nelle realtà imprenditoriali, in linea con gli impegni assunti con l'Agenda 2030, impegni di natura volontaria sul piano nazionale, regionale ed internazionale per prevenire e compensare potenziali effetti negativi sui diritti umani; conseguire l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica); incentivare l'uso di indicatori di qualità, sviluppo sostenibile, eguaglianza e genere.


di Elis Viettone

mercoledì 03 agosto 2016
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