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L’Ocse sulla realizzazione dell’Agenda 2030 e la coerenza delle politiche

Una serie di pubblicazioni chiariscono e approfondiscono l’impegno e la strategia dell’Ocse e dei paesi membri per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda 2030: le priorità, le aree di azione dell’organizzazione e il PCSD Framework.

L’Ocse, già in occasione dell’approvazione dell’Agenda 2030 e degli SDGs avvenuta alla fine di settembre dello scorso anno, pubblicò un documento - “The Sustainable Development Goals: An overview of relevant OECD analysis, tools and approaches” - con il quale affermava il proprio ruolo in questo panorama e sottolineava le capacità e l’esperienza che avrebbe messo a disposizione per il raggiungimento degli obiettivi fissati.

L’organizzazione aveva così indicato sette dimensioni rilevanti e trasversali all’Agenda per le quali credeva di poter offrire un contributo importante:

1) migliorare le politiche e il modo in cui interagiscono;

2) mobilitare risorse per lo sviluppo sostenibile ;

3) lavorare perché tutti possano godere del benessere;

4) assicurare la sostenibilità del Pianeta;

5) valorizzare la forza della collaborazione tra attori diversi;

6) rafforzare la disponibilità e capacità dei dati;

7) facilitare monitoraggio e revisioni dei progressi.

Sin da subito, dunque, l’organizzazione che raccoglie i Paesi economicamente più avanzati del mondo per facilitarne la cooperazione e lo sviluppo economico aveva chiaramente affermato il suo impegno per il raggiungimento degli obiettivi mettendo a disposizione le sue conoscenze, competenze, capacità ed esperienza.

Più di recente, in occasione dell’incontro tra i ministri dei paesi Ocse dell’ 1-2 giugno scorso è stato ripreso il discorso relativo a come l’organizzazione possa e debba sostenere gli sforzi dei paesi membri e dei partner per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e monitorare i progressi verso l’implementazione dell’Agenda 2030.

Nell’Action Plan prodotto a margine del meeting di inizio giugno sono state individuate quattro aree d’azione fondamentali per l’organizzazione affinché il suo contributo e quello dei paesi membri possa essere più efficace:

1) applicare una “prospettiva SDGs” alle strategie e agli strumenti politici dell’Ocse;

2) sfruttare i dati Ocse per monitorare i progressi nell’implementazione degli SDGs;

3) migliorare il supporto dell’Organizzazione per una pianificazione e degli interventi integrati a livello nazionale e fornire uno luogo di scambio di esperienze tra governi in relazione alle strategie per il raggiungimento degli SDGs;

4) riflettere sulle implicazioni degli SDGs per le relazioni esterne dell’Ocse.

Successivamente, l’Ocse ha pubblicato il volume “Better Policies for Sustainable Development 2016. A New Framework for Policy Coherence” facendo seguito a uno degli aspetti individuati nei documenti precedenti. Viene sottolineato, infatti, come parallelamente al passaggio da MDGs a SDGs si renda sempre più necessario il passaggio dalla cosiddetta policy coherence for development (PCD) alla policy coherence for sustainable development (PCSD). Concetto questo che si concretizza anche nel target 17.14 - “Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile” – e nell’indicatore ad hoc adottato dalla Commissione Statistica delle Nazioni Unite (il 17.14.1: “Number of countries with mechanisms in place to enhance policy coherence for sustainable development”).

È così che l’Ocse ha sviluppato un nuovo quadro analitico (the PCSD Framework) per facilitare questa transizione. Obiettivo, dunque, di questo sistema è quello di supportare i paesi interessati ad adattare i loro meccanismi istituzionali, processi e pratiche per migliorare la coerenza delle loro politiche in relazione all’Agenda 2030. Nello specifico, il PCSD Framework offre attraverso una lista di azioni da realizzare una guida generale e uno strumento di screening per:

-          creare una struttura analitica in grado di identificare e comprendere gli aspetti e le questioni più rilevanti di coerenza politica per lo sviluppo sostenibile;

-          allineare i meccanismi istituzionali esistenti alle esigenze che scaturiscono dall’Agenda 2030 e gli SDGs (struttura istituzionale);

-          sviluppare una struttura di monitoraggio in grado di seguire e riportare i progressi per il raggiungimento del target 17.14, che impone di “Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile”.

In particolar modo in relazione all’Agenda 2030, la quale cerca di abbandonare una visione settoriale degli obiettivi a favore dell’inquadramento di una moltitudine di target in una idea più coerente e sostenibile di benessere, diventa fondamentale riuscire a individuare, comprendere e valorizzare le interconnessioni tra obiettivi e settori diversi per sviluppare strategie e politiche più efficaci e coerenti.

Identificare e comprendere i differenti tipi di interazioni tra gli SDGs e i rispettivi target darà modo di massimizzare sinergie e perseguire più obiettivi allo stesso tempo, evitare potenziali conflitti tra politiche differenti, gestire i compromessi tra le stesse e infine disegnare politiche che generino benefici multipli per lo sviluppo sostenibile.

I dati e gli indicatori Ocse, così come gli strumenti politici e le piattaforme di dialogo, possono ispirare e guidare questo processo e supportare gli sforzi nazionali di monitoraggio.

di Matteo Mancini

sabato 09 luglio 2016
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