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Ogni anno 250mila morti in più per il cambiamento climatico: l'allarme dell'Oms

Malaria, diarrea e malnutrizione saranno le principali cause legate al fenomeno, soprattuto tra donne, bambini e popolazione più fragile. Inoltre nel mondo quasi 7 milioni di persone muoiono per l'inquinamento dell'aria.

“Un Pianeta distrutto non può sostenere esseri umani in buona salute. Un Pianeta sano e persone in buona salute sono due facce della stessa medaglia”, con queste parole nel dicembre 2015 alla COP21 di Parigi, Margaret Chan, direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Oms, aveva sottolineato l'importanza di tutelare l'habitat naturale in cui viviamo proprio perché a partire da questo siamo in gradi di creare anche buone condizioni di vita per tutti noi.

A ribadire e rilanciare il messaggio, le stime diffuse dall'Oms durante la Seconda conferenza globale sulla salute e sul clima, a Parigi il 6 e il 7 luglio, alla quale hanno partecipato i ministri della Salute dei governi mondiali, con lo scopo di rendere effettivi gli accordi della COP21: una tappa intermedia verso la COP22, in programma in Marocco a novembre.
I dati presentati a questo incontro sono tutt'altro che rassicuranti. Il cambiamento climatico, infatti, comporterà ogni anno 250mila decessi in piu' a causa di malaria e diarrea, stress da caldo e malnutrizione, in particolare tra i bambini, le donne e la popolazione povera piu' debole.

Inoltre quasi 7 milioni di persone muoiono ogni anno per via dell'inquinamento dell'aria, provocato soprattutto dall'insostenibilita' del sistema dei trasporti e dalle fonti di energia domestica che contribuiscono al fenomeno.
Nonostante ciò, solo 1,5% dei finanziamenti internazionali destinati ai cambiamenti climatici vengono dedicati a progetti per la salute, mentre i costi dei danni diretti alla salute causati dal clima sono calcolati tra i 2 e i 4 miliardi di dollari entro il 2030.

"Il peso delle malattie e delle morti causate dai cambiamenti climatici e dall'inquinamento dell'aria non solo e' tragico, ma anche evitabile” così Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell'Oms, esorta i governi e le comunita' internazionali a collaborare per tentare di mitigare gli effetti del cambiamento climatico, “Monitoreremo attentamente i progressi, per tracciare e comunicare i risultati sulla salute e condividere quelle azioni che si traducono in vite salvate”.

Se l'accordo alla COP21 di Parigi riguardava infatti la riduzione di emissioni di gas affinché il surriscaldamento globale non superasse i 2°C, questo implica anche il necessario impegno dei governi ad attuare politiche per la protezione della salute dall'impatto del cambiamento climatico, come ad esempio le ondate di calore, inondazioni e siccita' e il progressivo peggioramento della sicurezza dell'acqua e del cibo, intervenendo su settori economici chiave come i trasporti e l'energia.
 

di Elis Viettone

martedì 19 luglio 2016
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