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Energie rinnovabili: il via al piano del governo per nove miliardi di incentivi in 20 anni

Il governo, ha dichiarato il presidente del Consiglio Matteo Renzi in una conferenza stampa, è pronto ad aumentare gli stanziamenti sulle energie rinnovabili, per un piano di investimenti che coinvolgerà le maggiori imprese del settore.

L’incontro con i giornalisti si è tenuto il 23 giugno. Con Renzi hanno partecipato gli amministratori delegati di Eni Claudio Descalzi, di Enel Francesco Starace e di Terna Matteo Del Fante. Il presidente del Consiglio ha sottolineato che “questo pacchetto di interventi, che parte dalle aziende private, dimostra che c’è una strategia verde di questo governo e di questo Paese alla quale chiamiamo ad orientarsi tutti i partner, pubblici e privati, disponibili a investire nel nostro straordinario territorio”.

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha firmato lo stesso giorno il decreto nel quale si prevedono incentivi sulle energie rinnovabili per un totale di 435 milioni di euro l’anno, fino a comporre la cifra di nove miliardi di euro nei prossimi 20 anni.

Il decreto porta anche la firma del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il quale ha voluto sottolineare la trasformazione del suo dicastero “dal ministero del vincolo, al ministero dello sviluppo” e che i temi di “tutela dell’ambiente, posti di lavoro, ambiente e sviluppo, possono coesistere”.

Calenda ha indicato che nel 2015 la percentuale delle rinnovabili sui consumi finali complessivi di energia è stata del 17,3%, superando in questo modo il target richiesto dall’UE del 17%. Inoltre, il ministro ha sottolineato che nel 2015 l’Italia, che nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto la quota del 33% sul totale della produzione elettrica, è già ben oltre l’obiettivo europeo del 26,4% entro il 2020.

Calenda ha aggiunto: “Perché continuare a investire su questo settore? Perché le energie rinnovabili sono un investimento a 360 gradi, perché fa sì che la generazione di energia sia molto più diffusa”.

Lo stanziamento annuale di 435 milioni di euro, per una generazione totale di 1370 MW l’anno, verrà erogato  seguendo questo criterio: 85 milioni per l’eolico on-shore e 10 milioni per l’off-shore; 61 milioni per l’idroelettrico; 37 milioni per il geotermico; circa 105 milioni per le biomasse; 10 milioni di euro all’energia derivante dai rifiuti, ovviamente nel rispetto delle priorità di trattamento fissate dalla UE; 98 milioni di euro per il solare termodinamico; 29 milioni di euro saranno poi stanziati per il mantenimento dell’efficienza, specie per il settore dell’eolico e quello idrico.

Nelle intenzioni del governo, il decreto porta con sé una forte volontà di portare innovazione ed ulteriore efficienza in un settore dove già le grandi imprese italiane si stanno impegnando. Ha affermato Matteo Renzi: “I numeri citati, gli accordi con le Università e le fucine di cervelli del Paese ci permettono di dire che siamo all'avanguardia sui contatori digitali, sull'innovazione, sulla gestione del futuro delle energie" e ha concluso: "dovremo essere orgogliosi di quello che stanno facendo le nostre aziende".

Qui i dettagli sulla conferenza stampahttp://http://www.governo.it/media/conferenza-stampa-renzi-su-energie-rinnovabili/5334

di Andrea Stefani

giovedì 23 giugno 2016
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