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Accelera la corsa alle automobili elettriche, ma l’Europa vorrebbe frenare

La transizione dai veicoli a gas o diesel a quelli elettrici è in atto. Dalla Tesla Motors alla Volkswagen si creano nuovi modelli per cambiare il mercato entro il 2030. Ma i costruttori europei chiedono di prendere tempo.

Elon Musk, fondatore della Tesla Motors e della SpaceX, nonché uno dei più influenti visionari riguardo le nuove tecnologie del 21esimo secolo, sostiene che “bisogna abbracciare il cambiamento, soprattutto quando l’alternativa è il disastro”. Per quanto riguarda la mobilità, il disastro sarebbe continuare ad utilizzare veicoli inquinanti e ancora troppo legati al consumo di petrolio. Soprattutto quando ci avviciniamo ad avere una popolazione che sfiora gli 8 miliardi e che punta ad un consumo sempre maggiore di risorse. Il cambiamento, quindi, per Elon Musk, e non solo per lui, si traduce in mezzi di trasporto elettrici a basso impatto ambientale.
Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori del Fondo Monetario Internazionale e dell'Università di Georgetown, i veicoli elettrici potrebbero addirittura diventare più popolari rispetto ai loro equivalenti a gas e diesel. I risultati dello studio suggeriscono che entro il 2040 il 90% dei veicoli negli Stati Uniti, in Canada e in Europa potrebbe essere elettrico.
Altri studi hanno previsto, invece, un tasso di adozione leggermente più lento. Per esempio, Bloomberg New Energy Finance proietta che solo il 54 per cento delle vendite di auto nuove nel 2040 sarà elettrico. Uno dei fattori che determina la velocità di transizione all’uso di questi mezzi è sicuramente il costo. La Tesla Motors, ad esempio, ha come obiettivo quello di rendere le automobili elettriche un bene di consumo accessibile alla massa.  Anche altri produttori di autoveicoli sono anche entrati in azione. Volkswagen ha recentemente dichiarato la propria intenzione di offrire versioni elettriche di tutta la sua gamma entro il 2030.
L'industria automobilistica si sta dunque preparando per grandi sconvolgimenti, supportati anche dagli enti governativi che stanno facendo del loro meglio per assicurarsi che questi cambiamenti vengano raggiunti rapidamente. Ad esempio, il Regno Unito proibirà nuove autovetture a gas e diesel entro il 2040 e la Cina si orienta per una legislazione simile. Xin Guobin, vice ministro cinese dell'industria e della tecnologia dell'informazione, ha dichiarato che il governo sta lavorando su un calendario  molto rigido affinché la produzione e la vendita di autoveicoli non elettrici si concluda entro il 2030. Questa mossa avrà un impatto profondo sull'ambiente e sulla crescita dell'industria automobilistica cinese.
E in Europa? Con un position paper presentato il 13 settembre l’Acea, Associazione dei costruttori europei di automobili, ha proposto, infatti, di rinviare dal 2021 al 2030 il taglio del 20% delle emissioni di CO2 delle auto. L'indicazione cerca di anticipare la Commissione europea che renderà noti alla fine di quest'anno i target al 2021 delle emissioni. L’Acea vuole invitare la Commissione europea a prendere in considerazione le importanti soluzioni a basso costo, come la tecnologia diesel moderna, tenendo conto delle implicazioni sociali della transizione ai veicoli a basso uso di carbonio.

di Giulia D’Agata

mercoledì 20 settembre 2017
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