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Le proposte del Parlamento sugli indicatori del Benessere equo e sostenibile

Le commissioni di Camera e Senato si sono pronunciate sulla scelta dei 12 indicatori Bes che misureranno l’efficacia delle politiche. Chiedono più attenzione al genere, al territorio, alla corruzione.

Lo schema di decreto ministeriale recante individuazione degli indicatori di Benessere equo e sostenibile (Bes), presentato in Parlamento all’inizio di luglio, ha quasi terminato il suo iter dopo che il 13 settembre anche la commissione Bilancio del Senato ha espresso un parere favorevole con osservazioni, così come aveva fatto la Camera dei deputati all’inizio di agosto.

Entrando nel dettaglio del parere reso dalla Camera, molto più articolato nel prologo, rispetto a quello del Senato, emergono alcune osservazioni interessanti. In primo luogo, come indicato anche dal Comitato di esperti che ha predisposto la scelta degli indicatori, si suggerisce di trasformare, in sede di revisione degli indicatori, l’indice di abusivismo edilizio in uno più articolato e di portata maggiormente ampia, ovvero l’indice del consumo del suolo, che a tutt’oggi non è ancora realizzabile. 

Un’altra osservazione rilevante riguarda l’avvio della sperimentazione sull’adozione del bilancio di genere, che deve essere tenuta in considerazione in sede di applicazione degli indicatori Bes.

Inoltre, la Commissione osserva che sarebbe opportuno prevedere un’articolazione degli indicatori di Bes per aree territoriali, con una focalizzazione sul Mezzogiorno, in modo da ottenere dati davvero utili e correttamente interpretabili per l’elaborazione di politiche efficaci da parte degli organi di Governo. 

Da ultimo si chiede di inserire anche un indicatore relativo al paesaggio ed al patrimonio culturale.

Il parere espresso dal Senato il 13 settembre è in linea con quello espresso dalla Camera, anche se contiene qualche ulteriore spunto. Nella prima parte viene richiamato l’auspicio che il Comitato per l’elaborazione degli indicatori, quando verrà rinnovato, sia formato rispettando una corretta rappresentanza di genere, al contrario del Comitato in carica, composto esclusivamente da uomini. 

Inoltre, il Senato, nella sua successiva osservazione, supera quanto proposto dalla Camera perché oltre alle indicazioni di genere per gli indicatori, chiede esplicitamente che si tenga conto anche dell’impatto generazionale.

Per quanto riguarda invece il riferimento al Mezzogiorno, al paesaggio ed al patrimonio culturale, i senatori si pongono sulla scia dei deputati. Nell’ultima osservazione si fa riferimento all’importanza di introdurre un indicatore in grado di monitorare il fenomeno della corruzione, come richiesto anche dal Comitato tecnico.

L’approvazione del decreto è subordinata alla firma da parte del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che deciderà se e cosa accogliere dei pareri, non vincolanti, espressi dal Parlamento

Di Luigi Ferrata

martedì 19 settembre 2017
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