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Abbiamo bisogno di un’etica condivisa per perseguire lo sviluppo sostenibile

Diversi autori, tra cui Jeffrey Sachs, propongono misure per orientare il mondo verso uno sviluppo sostenibile coerentemente con i valori delle principali religioni.

Perseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile implica una trasformazione ben più profonda che un semplice riallineamento tecnico della politica economica e sociale. L’Agenda 2030 indica il sentiero per intraprendere questo cambiamento soprattutto dal punto di vista etico su scala globale.

Partendo da questa riflessione Anthony Annett (Columbia University), Jeffrey Sachs (Columbia University), Marcelo Sanchez Sorondo (Pontifical Acadamies of Sciences and Social Sciences) e William Vendley (Religions for Peace, New York) hanno proposto nel paper “A multi-religious consensus on the ethics of sustainable development: reflections of the Ethics in Action initiative una serie di misure volte a orientare meglio l'economia globale verso il bene comune, coerentemente con i valori delle principali tradizioni religiose del mondo.
Secondo gli autori le sfide urgenti per combattere la povertà, promuovere la giustizia e proteggere l’ambiente sono sfide fondamentalmente di natura etica. Se alla fine non riusciremo a salvare il pianeta dal riscaldamento globale, dall'estinzione delle specie, dalla povertà estrema, dalle crescenti disuguaglianze, dalle migrazioni di massa o dai conflitti, il problema non sarà dovuto ad una mancanza di mezzi. Si tratterà di una mancanza di volontà, non solo politica, ma anche individuale. Persistere nel Business as usual riflette ciò che Papa Francesco ha chiamato la "globalizzazione dell'indifferenza" e che comporta l’allontanamento dalla ricerca del “bene comune”, identificato come una visione condivisa dalle grandi tradizioni etiche religiose e secolari del mondo che si sono sviluppate negli ultimi 2500 anni. Nonostante le profonde differenze, le maggiori tradizione religiose si fondono in una visione univoca in cui la dignità dell'essere umano viene messa al centro del bene comune. Questa visione ci impone di aiutare i poveri, gli affamati e tutti coloro che soffrono perché hanno necessità più grandi e possiedono la stessa dignità umana di tutti gli altri.
Anche se questa visione del bene comune per cui il benessere di ciascuno è intimamente legato al benessere di tutti è utopica, gli autori del documento suggeriscono che questa realtà sia più coerente con la ricerca del benessere umano rispetto al perseguimento egoista del profitto. Per avere successo, lo sviluppo sostenibile ha bisogno di "capacità morale" quanto di capacità finanziaria o tecnica. Per questo motivo, è necessario che esistano iniziative volte alla promozione di una rinnovata moralità, come quella appena formata Ethics in Action, nata dalla partnership tra il Cancelliere delle Pontificie Accademie, lo UN Sustainable Development Solutions Network (Sdsn), la Religions for Peace e la University of Notre Dame.

I partecipanti all'iniziativa Ethics in Action propongono una serie di azioni pratiche per promuovere lo sviluppo sostenibile, in particolare in tre aree fondamentali: finanziaria, della giustizia e della pedagogia.
Per quanto riguarda l’area finanziaria, un imperativo etico fondamentale dello sviluppo sostenibile implica il trasferimento di risorse dai paesi ricchi ai paesi poveri attraverso diverse azioni:

  • La creazione di un Fondo Globale per l'Educazione per l’erogazione di 40 miliardi di dollari annuali per fornire un'istruzione di secondo livello in tutti i paesi a basso reddito.
  • Togliere fino al 10 per cento dalla spesa militare globale per finanziare iniziative per combattere la povertà, l'esclusione sociale e il cambiamento climatico.
  • Tassare le ricchezze tenute nei paradisi fiscali fino all’1 per cento.
  • Stabilire un Fondo Globale per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

La seconda area di azioni pratiche riguarda la necessità di promuovere la giustizia per i poveri, le generazioni escluse e quelle future. In questo senso, i decisori politici dovrebbero destinare risorse ai seguenti aspetti fondamentali:

  • Lavoro dignitoso come fulcro centrale della dignità umana, che deve avere la precedenza sulla ricerca del profitto.
  • Il diritto umano ad avere una vita dignitosa, che comprenda l’accesso libero all’acqua, ad una alimentazione adeguata, ad assistenza sanitaria, ad una istruzione e energia pulita.
  • Supporto a movimenti di base, sindacati e cooperative di lavoro per promuovere gli interessi dei poveri e dei lavoratori e per contrastare l'influenza delle imprese e delle finanze.

La terza area riguarda attività che rispecchiano gli aspetti pedagogici, come:

  • Riformare i programmi educativi nelle scuole per sottolineare l'etica dello sviluppo sostenibile.
  • Riformare i programmi di business e di economia per integrare meglio la responsabilità etica e l'importanza dei valori sociali.
  • Fornire e dotare le comunità religiose in tutto il mondo di mezzi per promuovere la visione etica condivisa dello sviluppo sostenibile.

di Giulia D’Agata

mercoledì 06 settembre 2017
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