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Editoriale: Invitiamo a un confronto chi si candida a guidare l’Italia nei prossimi cinque anni

Il Rapporto ASviS 2017 presenterà proposte di policy all’interno di un quadro concettuale che integra aspetti economici, sociali, ambientali e istituzionali. Ne discuteremo con le forze politiche, proponendo anche di verificare l’impatto dei loro programmi con un modello econometrico.

Con la ripresa autunnale, dopo un’estate molto “calda” anche sul piano climatico, si apre l’ultima fase della legislatura, che si concluderà con le elezioni politiche, attualmente previste per il mese di marzo. Se, nel passato, l’ultimo scorcio di legislatura è stato spesso vissuto come un momento poco rilevante per l’attività di Governo e Parlamento, salvo che per approvare qualche provvedimento “elettorale” da parte della maggioranza uscente, i prossimi mesi potrebbero rappresentare un’occasione importante per porre alcuni tasselli fondamentali per il futuro del nostro Paese nel medio e lungo termine.

In primo luogo il Governo si è impegnato ad approvare, entro la fine dell’anno, un documento che specifichi in dettaglio obiettivi e strumenti che si intendono mettere in campo per realizzare la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile presentata a luglio all’High Level Political Forum dell’Onu.  Si tratta di un programma a medio termine che dovrebbe guidare l’agenda del nostro Paese negli anni a venire, indipendentemente dal colore politico della maggioranza, avendo a che fare con la transizione energetica verso un’economia carbon-free, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze, la riduzione della disoccupazione e dell’inattività, specialmente di quella giovanile, le modalità per assicurare la qualità dei terreni, dell’acqua, dell’aria e la protezione del nostro straordinario capitale naturale, l’innovazione tecnologica, produttiva e sociale, e così via.

Ovviamente, le diverse forze politiche possono avere visioni diverse sugli strumenti da utilizzare per affrontare queste questioni. E allora i prossimi mesi rappresentano un banco di prova unico per chi vuole candidarsi alla guida del Paese: con il Rapporto che verrà presentato il 28 settembre l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile metterà nero su bianco le proprie proposte, all’interno di un quadro concettuale che integra aspetti economici, sociali, ambientali e istituzionali, superando la tipica frammentarietà del dibattito pubblico italiano. Se il Rapporto dell’anno scorso è stato da molti considerato l’unica “piattaforma politica programmatica organica” sviluppata in Italia da molto tempo a questa parte, quest’anno gli effetti delle nostre proposte sul futuro del Paese verranno anche valutati con una modellistica econometrica molto avanzata.

In questo modo dimostreremo l’utilità di un approccio che dovrebbe essere utilizzato anche per valutare le piattaforme elettorali che i partiti e i movimenti presenteranno in vista delle prossime elezioni. Per questo, dopo la pubblicazione del Rapporto ASviS, intendiamo sfidare chi si candiderà a guidare l’Italia nel prossimo quinquennio a sottoporsi ad un confronto simile a quello che viene organizzato in Olanda da molti anni, dove Il Central Planning Bureau (un istituto di ricerca pubblico) analizza le diverse piattaforme elettorali e, attraverso un modello econometrico, mostra i risultati attesi per il futuro delle varie piattaforme in termini di occupazione, reddito, inquinamento, disuguaglianze, equilibri di finanza pubblica, ecc.. Vedremo se i partiti e i movimenti accetterano di confrontarsi in questo modo rigoroso: in caso affermativo, l’ASviS fornirebbe un contributo significativo al dibattito pubblico, da pubblicizzare al massimo attraverso i media.  

Nel frattempo, il Parlamento potrebbe, nei mesi che restano, approvare importanti provvedimenti che riguardano diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e che rischiano di essere azzerati a causa della fine della legislatura. Ci riferiamo, ad esempio, a provvedimenti come le leggi per limitare il consumo del suolo, il cui testo è già stato approvato da uno dei due rami del Parlamento, sul cosiddetto “Testamento biologico”, sulle gestione dell’acqua (tema di grande rilievo anche a causa degli evidenti impatti del cambiamento climatico), sulla gestione delle aree protette, sul commercio internazionale equo e sostenibile. Di rilievo saranno poi le decisioni da adottare con la Legge di Bilancio 2018, nella quale si potrebbero, ad esempio, aumentare i fondi per la lotta alla povertà o gli investimenti per attuare quanto previsto dalla Strategia energetica nazionale o dalla Strategia per la lotta al cambiamento climatico.  

Come si vede, i prossimi mesi possono essere molto importanti per il futuro dell’Italia e l’ASviS offrirà il proprio contributo perché questo tempo non sia sprecato, ma venga utilizzato al meglio per fare importanti passi avanti verso uno sviluppo equo e sostenibile e per prepararsi al meglio in vista della nuova legislatura. Perdere i prossimi cinque anni sarebbe esiziale per le speranze di centrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ma per evitare un tale scenario la messa a fuoco degli interventi da realizzare nella prossima legislatura dovrà avvenire necessariamente nei prossimi sei mesi.   

di Enrico Giovannini

Portavoce dell’ASviS

giovedì 31 agosto 2017
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