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Il futuro del lavoro e le sue sfide: dall'Ilo nuova Commissione internazionale

Nella Global Commission on the Future of Work 20 esperti per redigere un rapporto sulla situazione globale. Alla Commissione partecipa anche il portavoce dell'ASviS, Enrico Giovannini.

Una Commissione composta da 20 esperti provenienti da tutto il mondo per conoscere e studiare le nuove forme di impiego  che riguarderanno l'ambito del lavoro nei prossimi decenni. Perché se molti sono gli interrogativi riguardo al futuro, su una cosa economisti, sociologi, giuristi e scienziati sono d'accordo: il modello organizzativo e l'apporto umano saranno diversi da quelli visti finora e saranno necessarie risposte innovative alle sfide crescenti.

In seno all'International Labour Organization (Ilo), nato nel 1919 come parte del Trattato di Versailles, il 21 agosto è stata istituita ufficialmente la Global Commission on the Future of Work, alla quale è stato chiamato a partecipare anche il portavoce dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Enrico Giovannini.
Compito della Commissione sarà redigere un rapporto indipendente sulla situazione globale del mondo del lavoro, che verrà presentata alla Centenary Conference dell'Ilo nel 2019.
Nella sfera di azione compresa negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) siglati dai Paesi Onu nel 2015, il settore economico, imprenditoriale e dell'impiego appaiono imprescindibili per la realizzazione dell'Agenda 2030 nel suo complesso, e trasversali all'attuazione di molti singoli Sdgs.

Negli ultimi 18 mesi i tre organi costitutivi dell'Ilo, (governi, lavoratori e sindacati) hanno dialogato con oltre 110 Paesi per il lancio della Commissione, che opererà seguendo quattro filoni principali:

  • Lavoro e società;
  • occupazione dignitosa per tutti;
  • organizzazione di lavoro e produzione;
  • governance sul lavoro.

Un tessuto economico e sociale giusto ed equo come base per la creazione di uno sviluppo sostenibile e per un sistema in cui vengano rispettati i diritti dei lavoratori, dove le attività imprenditoriali tengano conto della tutela del capitale naturale e delle risorse utilizzabili in maniera sostenibile, per il benessere di tutti i cittadini.

Così tematiche quali il ruolo della tecnologia per migliorare le opportunità e le condizioni lavorative, oppure l'utilizzo di robot industriali potenzialmente in grado di cambiare il processo produttivo globale, o ancora l'andamento delle migrazioni economiche, via via in aumento a causa del deficit di lavori dignitosi nel mondo, diventano fenomeni di un contesto in rapida transizione sul quale sono in cantiere più di una riflessione per la realizzazione di policy e politiche in grado di rispondere alle nuove sfide socio-economiche.

di Elis Viettone

martedì 22 agosto 2017
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