per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

Aperta la consultazione online del documento sull’Economia Circolare

Il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico richiamano imprese, società civile ed istituzioni a rivedere le proprie attività per attuare la transizione verso un’economia più sostenibile.

È stata avviata la consultazione online sul Documento “Verso un modello di economia circolare per l'Italia” che “ha l’obiettivo di fornire un inquadramento generale dell’economia circolare nonché di definire il posizionamento strategico del nostro paese sul tema, in continuità con gli impegni adottati nell’ambito dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in sede G7 e nell’Unione Europea”.
Il documento, elaborato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero dello Sviluppo Economico, inizia con una considerazione del quadro internazionale in cui un’economia lineare di tipo estrazione-produzione-consumo-rifiuto non solo non è più efficiente, ma anzi ostacola il benessere di una popolazione che supera i sette miliardi di persone. “La diffusione di un nuovo modello ‘circolare’ di produzione e consumo costituisce”, come si legge nel testo, “un elemento di importanza strategica per raggiungere gli obiettivi globali di sostenibilità e rappresenta al contempo un fattore per rilanciare la competitività del Paese”. Ciò che è necessario, dunque, è un cambio di paradigma.
Le imprese di produzione di beni sono chiamate a ridefinire il proprio design dei prodotti: dall’utilizzo dei materiali alla capacità di riutilizzo e/o riciclo del prodotto stesso. Alla base della produzione deve esistere il principio per cui ogni scarto non diventi un rifiuto, ma una risorsa per un nuovo prodotto.
Parallelamente deve essere educata la società civile al consumo responsabile. I Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico promuovono un “Piano nazionale di educazione e comunicazione ambientale”, che partendo dalle scuole dell’obbligo fino ad arrivare alle famiglie, contribuisca a formare una generazione di cittadini capaci di scegliere in maniera critica riguardo ai propri consumi.
Le istituzioni, dal canto loro, devono studiare e ricercare nuovi strumenti economici per supportare la transizione ad un’economia circolare. È opportuno che vengano rivisti i sistemi d’incentivazione attuali evitando che l’intervento del decisore politico induca le imprese a delocalizzare la produzione verso Paesi con regolamentazione ambientale meno severa e che spostino il problema ambientale da una parte all’altra della catena produttiva.
Il settore pubblico, inoltre, è stato incoraggiato a servirsi del Green Public Procurement (Gpp), uno dei principali strumenti di politica ambientale e produttiva in grado di ridurre gli impatti ambientali, razionalizzare e ridurre la spesa pubblica e in grado di promuovere le imprese innovative sotto il profilo ambientale. Infatti, “tramite questa preziosa leva sul lato della domanda, si influenza il mercato, stimolando percorsi di qualificazione e innovazione ambientale da parte delle imprese italiane rafforzandone la competitività”.

di Giulia D’Agata

giovedì 20 luglio 2017
#ASviS_Altre_News #goal12

Aderenti

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale