per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

ASviS: bene il documento presentato dall’Italia all’Onu, ma ora passiamo ai fatti

Il governo ha inviato all’High Level Political Forum la Voluntary National Review che descrive la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile e valorizza il ruolo dell’Alleanza. Il commento di Giovannini.

Ogni anno, in luglio, al Palazzo di vetro di New York, l’High Level Political Forum (Hlpf) fa il punto su progressi e ritardi nella realizzazione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. Tra i Paesi che hanno accettato di sottoporre al giudizio mondiale le loro strategie quest’anno c’è anche l’Italia che ha presentato la propria Voluntary National Review, (VNR) allegando un documento integrale in inglese che corrisponde in larghissima misura alla bozza di Strategia nazionale di sviluppo sostenibile all’esame di Palazzo Chigi. La presentazione ufficiale da parte della delegazione italiana, della quale fa parte anche l’ASviS, avverrà martedì 18.

Il commento dell’ASviS
“La pubblicazione della Voluntary National Review da parte del Governo italiano sul sito dell’High Level Political Forum è un passo positivo che dimostra la volontà del Governo di rispettare gli impegni sottoscritti dal nostro Paese per l’attuazione dell’Agenda 2030 e per il raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Adesso è però fondamentale passare dalle parole ai fatti, con misure concrete e urgenti che accelerino la transizione verso un’Italia sostenibile da tutti i punti di vista”. Così il portavoce dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Enrico Giovannini, in un comunicato commenta la pubblicazione della VNR.

 “Il documento del Governo italiano è in linea con l’Agenda e recepisce molte delle proposte formulate dall'ASviS, ma rinvia ad un piano d’azione concreto, da realizzare entro dicembre, che includa target quantitativi da raggiungere entro il 2030. L’ASviS mette a disposizione del Governo le proprie competenze per sviluppare tale piano e modelli di valutazione dell’impatto delle politiche, cosicché esso possa guidare al meglio le scelte.  Il 2030 è dietro l’angolo e non possiamo permetterci passi falsi”.

Come annunciato nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS dallo stesso premier Paolo Gentiloni, il coordinamento dell’implementazione della Strategia passerà direttamente alla Presidenza del Consiglio, in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente, degli Esteri, dell’Economia e con la Conferenza Stato Regioni. Ci sarà un monitoraggio annuale dei risultati raggiunti sulla base di indicatori statistici.

“Apprezziamo - commenta Giovannini - che il Governo abbia citato nella Voluntary National Review il Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dall’ASviS, come buona pratica di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto all’Agenda 2030. Notiamo però che manca un riferimento all'impegno annunciato dal presidente Gentiloni nell'evento finale del Festival, di emanare una direttiva ai Ministeri per incorporare gli obiettivi dell'Agenda 2030 nei propri piani. Riteniamo fondamentale tale atto per rendere concreto l'impegno per lo sviluppo sostenibile. Per questo speriamo che l'assenza di tale riferimento sia semplicemente un errore materiale”.

Ulteriori considerazioni di Giovannini sono state pubblicate ieri in una intervista a cura di Antonio Cianciullo sulla Repubblica on line, che ha soprattutto sottolineato l’importanza dell’eliminazione degli incentivi ai combustibili fossili.

Che cosa dice il documento italiano
Il testo inglese della Voluntary National Review inviata all’Onu dal governo italiano riprende la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, già messa a punto e in via di approvazione, seguendo quattro principi che “orientano le future azioni” da mettere in pratica “con una visione a lungo termine: integrazione, universalità, inclusione e trasformazione”. Una Strategia, specifica il documento, che va quindi “ad aggiornare la precedente, relativa al 2002/2010, coprendo il triennio 2017/2020”.

Il documento è diviso in due sezioni. Nella prima in sei capitoli introduttivi vengono presentati: l'approccio metodologico e il processo di consultazione multilivello che ha portato alla versione finale, la struttura della Strategia, una sintesi schematica delle aree di interesse e prioritarie per la pianificazione delle politiche e azioni, gli indicatori nazionali per gli SDGs e il contesto internazionale delle Nazioni Unite e infine individuati gli obiettivi specifici da perseguire adattati al contesto italiano.

Nella seconda sezione compare invece l'approccio più programmatico e statistico –analitico. Attraverso il raggruppamento dei 17 Goal e 169 Target in cinque capitoli che corrispondono alle 5 P: People, Planet, Prosperity, Peace e Partnership, vengono fotografate le tendenze nei diversi ambiti nazionali relative all'ultimo decennio. Per ogni tematica presa in esame sono dunque proposti anche gli specifici target intermedi e gli strumenti utilizzati per ricavare i dati presentati. Concludono la relazione il capitolo sui vettori della sostenibilità e quello sul monitoraggio costante e l'implementazione dei Goals.

Le priorità individuate riflettono le difficoltà e le questioni dettate dall'ultimo decennio, non solo nel nostro Paese, quali “la crisi economica, l'aumento delle diseguaglianze, la globalizzazione, le migrazioni, le mutazioni nel mercato del lavoro, l'integrazione commerciale e finanziaria, la trasformazione tecnologica, le tendenze demografiche e le emergenze ambientali”.

Ecco perché “l'impegno del Governo per i prossimi cinque anni sarà quello di migliorare il benessere socio-economico, diminuendo la povertà, le discriminazioni e la disoccupazione, in particolare tra le donne e i giovani; assicurare una crescita che non penalizzi il capitale naturale del Paese, attraverso una 'quarta rivoluzione industriale', capace di ristabilire il principio di giusta concorrenza tra le aziende, grazie all'innovazione in tutti i settori e alla promozione di un'economia circolare che miri alla drastica riduzione delle emissioni di Co2”.

In linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) che disegnano uno sviluppo umano complessivo e integrato in tutti gli ambiti, affinché la Strategia possa essere efficace dovrà farsi carico di un approccio multidimensionale e nazionale, a seconda delle necessità relative a territorio e popolazione.

Ecco perché devono essere utilizzati “tutti gli strumenti disponibili, comprese le politiche di bilancio e le riforme strutturali. Per questo l'Italia si è impegnata ed è al lavoro in questi mesi, nell'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 nella propria programmazione economica, sociale e ambientale e, insieme all'Ue e agli Stati membri, sta definendo un quadro comune” per affrontare e far proprie le sfide degli SDGs.

Così, mentre il Governo ha promesso di fornire “entro la fine del 2017 dei parametri quantificabili e una revisione annuale che tenga conto di passi in avanti e criticità”, anche l'Istituto nazionale di statistica, afferma il documento, sta contribuendo all'elaborazione di indicatori che rispondano della misurazione del Bes (Benessere equo e sostenibile), accanto alle tradizionali misure econometriche.

Per la prima volta nel 2017, “quattro indicatori del Bes sono entrati nel documento di Economia e Finanza e sarà proprio nelle mani del Mef il compito di creare delle sinergie e coordinare modelli” che includano tali aspetti.

Il metodo fin qui condotto ha visto tre principali passaggi: “dal dicembre al febbraio del 2016 l'analisi del posizionamento dell'Italia rispetto ai 17 Goals e 169 relativi Targets con l'individuazione di punti di forza e debolezze e la scelta dei settori da privilegiare; nel marzo 2017 l'elaborazione di una Strategia nazionale organizzata sulla base delle 5 P, People, Planet, Prosperity, Peace e Partnership; dall'aprile al giugno 2017 il confronto e l'approvazione del documento a livello inter-istituzionale; infine, a luglio la sua presentazione ufficiale all'Hlpf dell'Onu”.

Fondamentale nella stesura, “il coinvolgimento di oltre 200 Ong che hanno prodotto preziosi contributi in relazione ai contesti, come anche le amministrazioni pubbliche e locali hanno collaborato al processo, insieme a università e agenzie di ricerca, quali Ispra, Enea, Cnr e Istat, coinvolte per affermare le basi tecnico-scientifiche”. Tra gli altri, “l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), composta da oltre 150 organizzazioni - dal mondo accademico a quello imprenditoriale - che ha lanciato nel maggio 2017 il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, al fine di sensibilizzare sui temi dell'Agenda 2030 i cittadini italiani. In collaborazione con il Ministero per l'Ambiente, la Terra e il Mare, l'ASviS sta lavorando per trasformare la kermesse in un evento annuale, punto di riferimento per le iniziative legate agli SDGs”.


a cura di Claudia Caputi ed Elis Viettone

mercoledì 12 luglio 2017
#ASviS_News_Alleanza #agenda2030

Aderenti

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale