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IN EVIDENZA NELLA SETTIMANA: I prossimi tre anni saranno cruciali

L’urgenza delle scelte per un futuro sostenibile e la lentezza dei cambiamenti. I buoni propositi del G20. Donne e motori, le nuove tecnologie e la rendicontazione non finanziaria. Qualche buona notizia dall’Italia.

“Sto aspettando un'ottima occasione per acquistare un paio d'ali e abbandonare il pianeta”, cantava Franco Battiato a Bagdad 25 anni fa. Nel suo “Come un cammello in una grondaia” il cantautore siciliano si scagliava soprattutto contro “i demoni feroci della guerra”, ma oggi l’invito a prepararsi a lasciare la Terra arriva da altre fonti scientificamente più autorevoli. Riferisce sul Corriere Giovanni Caprara che per il grande astrofisico Stephen Hawking “Siamo vicini a un punto di non ritorno oltre il quale il riscaldamento globale diventerà irreversibile. La scelta di Trump potrebbe spingere la Terra oltre questa soglia e farla diventare come Venere, con temperature oltre 250 gradi e piogge di acido solforico”. Per Hawking “La Terra ha i giorni contati per il comportamento degli uomini. La migliore speranza per la sopravvivenza della specie umana può essere la costruzione di colonie indipendenti nello spazio”.

Fantasie di un supercervello che ha perso i contatti con la realtà? Non proprio, a giudicare dalla pioggia di notizie che dobbiamo registrare in questi giorni. Citiamone alcune.

  • Secondo la newsletter dell’Economist, il prezzo del riso, alimento di base in Bangladesh, ottavo Paese più popoloso del mondo, è aumentato in un anno del 75% a causa di improvvise inondazioni e danni alle colture. Ora il Bangladesh deve rivolgersi al mercato internazionale dove peraltro i prezzi sono aumentati perché anche lo Sri Lanka è stato danneggiato dalle inondazioni.
  • I cambiamenti climatici potrebbero anche avvantaggiare qualche regione del Nord Europa, ma sarebbero un disastro per l’Europa del Sud. Secondo il meteorologo Luca Mercalli (La Stampa) “Il Mediterraneo è ... un “hot-spot” climatico: se l’Accordo di Parigi non venisse rispettato, le temperature estive della pianura padana potrebbero aumentare anche di 6-8 gradi a fine secolo, e le piogge ridursi del 30-50 percento, uno scenario che porterebbe i campi di mais lungo il Po a trasformarsi in un’arida piana pakistana. I sempre più accurati modelli di simulazione del clima lo ripetono invano da anni”.
     
  • Non ci resta molto tempo per invertire la tendenza. Sull'ultimo numero di "Nature", Christiana Figueres (diplomatica costaricana che ha avuto un ruolo importante nella costruzione dell’Accordo di Parigi) e diversi eminenti studiosi, tra cui Johan Rockstrom, Hans Joachim Schellnhuber, Stefan Ramhstorf, hanno pubblicato un articolo dal titolo "Three years to safeguard our climate" dove si individua il piano in sei punti per cambiare rotta al nostro mondo dominato dai combustibili fossili, entro il 2020.
     
  • La Terra però è come una nave gigantesca che viaggia nel cosmo. Il colpo di timone che dobbiamo dare ora, anche se davvero riuscissimo a cambiare rotta, avrà effetti a distanza di molti anni, forse di decenni, come ci segnala l’articolo di Futurism “Se smettessimo adesso di emettere gas serra, fermeremo il cambiamento climatico?”. L’articolo segnala che anche in questa ipotesi, purtroppo improbabile, la temperatura media salirebbe di almeno altri 0,6 gradi centigradi, aumento che si aggiungerebbe al grado già acquisito rispetto all’epoca preindustriale soprattutto perché il processo di riscaldamento degli oceani per molto tempo non accennerebbe a fermarsi. Dunque, anche nell’ipotesi più ottimistica (e utopistica) dovremmo prepararci a fronteggiare situazioni climatiche ben diverse da quelle dei nostri nonni.

Questi discorsi non devono portare a un’errata rassegnazione di fronte all’inevitabile; anzi, servono a farci capire che un accentuato sforzo nella mitigazione del cambiamento e un aumento dell’impegno per adattarsi a ciò che comunque è inevitabile è essenziale per salvaguardare la nostra civiltà ed evitare di arrivare alle ipotesi catastrofiche di Hawking.

Abbiamo parlato finora soltanto del cambiamento climatico, ma sappiamo che le problematiche della sostenibilità sono ben più complesse, come mostra la batteria dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030. Il G20 di Amburgo del 7 e 8 luglio è stato preparato da numerose dichiarazioni, tra le quali il documento della Confederazione sindacale internazionale ai “grandi” della terra perché garantiscano lavori sicuri e salari decenti. Solo così, dicono i rappresentanti dei lavoratori, si potrà ridurre l’incertezza e stabilizzare l’economia globale. 

Nel complesso, il G20 non è stato tutto da gettar via: ha salvaguardato l’accordo sul clima, pur con lo scontato dissenso degli Stati Uniti, ha fatto qualche passo avanti nella gestione delle aree di guerra e su temi specifici che i media solitamente non registrano. È interessante andare a vedere, sul sito ufficiale, la storia di tutti i precedenti documenti conclusivi degli incontri degli scorsi anni, che comunque indicano una faticosa avanzata della governance internazionale. All’indomani del vertice, è stato diffuso il documento ufficiale “Hamburg Update: Taking forward the G20 Action Plan on the 2030 Agenda for Sustainable Development” che elenca una serie di buoni propositi. Di questi impegni si dovrà chiedere conto dei prossimi mesi.

Come ha rilevato l’Osservatore Romano, ad Amburgo non è stato possibile affrontare temi cruciali: per esempio, è mancata un’intesa sulle sanzioni ai  trafficanti di esseri umani, drammatica piaga collegata alle migrazioni di massa, dall’Africa e non solo.

Senza voler entrare nelle polemiche artificiose sulla frase di Matteo RenziAiutiamoli a casa loro”, che comunque senza una visione di lungo termine diventa solo un’esca per un inutile dibattito, non c’è dubbio che a livello globale (come anche a livello europeo e nazionale) manchi una strategia per affrontare il tema delle migrazioni. È quanto ha segnalato un imprenditore che ormai di Africa si intende, come Bill Gates, affermando che “la tumultuosa crescita demografica in Africa diventerà un'enorme pressione migratoria sull'Europa, a meno che gli Stati decidano di aumentare in modo consistente gli aiuti allo sviluppo alle terre d'oltremare". Se invece di ritagliare pezzi di dichiarazione pro e contro le proprie tesi, i politici e i giornali italiani si interrogassero veramente sui possibili scenari in materia d’immigrazione alla luce dei dati demografici dell’Africa (si vedano le nuove stime Onu) e dell’Europa, forse si farebbe davvero un passo avanti sulla strada della integrazione e della sostenibilità.

La battaglia per lo sviluppo sostenibile si gioca in larga misura su un diverso ruolo delle donne nelle società dove sono ancora soggette ai matrimoni precoci. Lo studio pubblicato il 27 giugno dall'International Center for Research on Women e dall'Education Global Practice della World Bank evidenzia cinque ambiti in cui il fenomeno delle spose bambine nei Paesi in via di sviluppo presenta ancora preoccupanti ripercussioni. Nello specifico questi sono: tasso di fertilità e crescita della popolazione; salute, alimentazione e violenza; accesso all'istruzione e all'apprendimento; forze di lavoro e salari; partecipazione politica, potere decisionale e investimenti.

Delle prospettive dell’immigrazione femminile in Italia si è parlato nell’incontro  "Donne, immigrazione e integrazione: oltre gli stereotipi" promosso da Pari o Dispare (aderente all’ASviS) e dalla Casa internazionale delle donne di Roma il 6 luglio, a cui è intervenuta anche Emma Bonino che con numerose associazioni sta proponendo la raccolta di firme per sostenere la campagna “Ero Straniero – L’umanità che fa bene”.

Sugli stereotipi, da segnalare l’intervento in questo dibattito di Linda Laura Sabbadini che ha mostrato come l’immagine diffusa della immigrata, sottomessa e passiva, corrisponde solo a una parte molto limitata delle donne che arrivano dal mondo islamico, mentre la realtà è molto diverse, con comportamenti prevalenti sulla base della nazione di provenienza che sono articolati e che spesso favoriscono l’integrazione molto più di quelli della controparte maschile. L’intero dibattito può essere scaricato da Radio radicale.

Sempre in tema di genere, è anche interessante leggere l’articolo di Alessia Mosca, europarlamentare del Pd e cofirmataria della legge sulle quote rosa nei consigli di amministrazione, che prende spunto dalle ultime elezioni amministrative e dal prossimo anniversario della legge che compie un lustro, per tracciare un “Bilancio in chiaroscuro” sulla crescita delle donne nelle posizioni che contano nel nostro Paese.

Dalle donne ai motori. Qualcosa si muove. Il sito Inpiù, riprendendo una intervista per Il Sole 24 Ore di Sissi Bellomo a Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, ricorda che gli annunci sui veicoli a batteria si intensificano: Volvo dal 2019 avrà solo modelli elettrici o ibridi, la Francia vieterà la vendita di auto a benzina o diesel entro il 2040. Ma Birol ancora una volta ci mostra com’è lento il cambiamento: “è vero che è in corso una grande trasformazione. I motori sono sempre più efficienti e sulle strade iniziamo a vedere le auto elettriche, ma (...) la crescita della domanda di petrolio non viene più dalle auto. Per questo siamo convinti che continuerà per molti anni”. Le auto non contano più nulla per la domanda di petrolio? In futuro il 40% della crescita della domanda verrà dai camion e una percentuale analoga dall’industria petrolchimica. Il resto da aviazione e trasporti marittimi. Per i veicoli passeggeri prevediamo consumi stabili o in leggero declino. Ma nonostante questo l’opinione pubblica e le politiche energetiche continuano a focalizzarsi esclusivamente sulle auto.

La complessità del tema risulta anche da un dibattito organizzato il 6 luglio all’Università di Milano dal Centro per un futuro sostenibile presieduto da Francesco Rutelli. Lo stesso Birol in quella sede ha fornito qualche dato: se nel periodo 2000-2010 la somma di gas e fonti green rappresentava un terzo dei consumi mondiali, nei sei anni successivi è arrivata a pesare i due terzi, il carbone è passato dal 47% a 10% mentre il petrolio è salito dal 16% al 27%. A dimostrazione che il petrolio resta strategico per la sicurezza del sistema energetico mondiale.

Insomma, bisogna agire subito, ma c’è anche molto da studiare per capire realisticamente dove sta andando la Spaceship Earth. Ci aiuta, in questo,  la classifica  Iccg Climate Think Tank Rankings che segnala le migliori organizzazioni che si sono distinte per le loro attività di ricerca e di supporto scientifico per contrastare i cambiamenti climatici.

Molto possono e devono fare le imprese. In parte con nuove tecnologie come per esempio quelle proposte dalla fondazione olandese The Ocean Cleanup, che propone un metodo rivoluzionario per ripulire gli oceani dalle plastiche, in parte con una maggiore attenzione a tutti gli aspetti non finanziari delle loro attività. A questo proposito, il nostro sito questa settimana pubblica due notizie:

  • Il documento, pubblicato dalla Commissione europea il 26 giugno 2017, contenente le linee guida non vincolanti sull’informazione non finanziaria che fornisce un utile supporto per alcune tipologie di imprese con più di 500 dipendenti che devono predisporre un documento di rendicontazione non finanziaria.
     
  • La pubblicazione della guida A4S (Accounting for sustainability) per migliorare la contabilità del capitale sociale e umano al fine di migliorare le prestazioni complessive delle imprese.

Concludiamo con due note positive, perché in un quadro così complicato e difficile l’Italia non è sempre il fanalino di coda.

  • I 12 indicatori che il governo ha presentato alla Camera il 5 luglio per valutare il benessere “oltre il Pil” assumono grande importanza politica perché andranno a corredare la legge di bilancio, sulla base delle indicazioni della legge di riforma 4 agosto 2016, n. 163: una iniziativa tra le più avanzate in Europa.
     
  • Il Rapporto Lombardia 2017 che indaga su come un livello di governo sub-nazionale possa contribuire al conseguimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile declinandoli sul territorio, analizzando le politiche regionali più rilevanti rispetto ai target di interesse, e presentando prospettive e possibili sviluppi.

Entrambe queste iniziative (come del resto il recente Festival dello sviluppo sostenibile e l’intera attività dell’ASviS, che ora è presa a modello a livello europeo) mostrano che in Italia, almeno a livello di società civile e di una parte della classe dirigente, qualcosa si muove, forse anche più rapidamente che in altri Paesi, sulla strada dello sviluppo sostenibile. Ma moltissimo resta da fare, per il nostro paese, per l’Europa, per il mondo. E in fretta.

Donato Speroni
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Altre segnalazioni:

  • TRANSrisk ha lanciato una call for papers con scadenza 10 settembre per il volume aperto a diversi contributi "Understanding risks and uncertainties in energy and climate policy: Multidisciplinary methods and tools towards a low carbon society". Il libro presenterà metodologie e strumenti innovativi per elaborare politiche energetiche e climatiche che incorporino gli ingredienti chiave della “robustezza”, cioè dell’adattabilità e della riduzione dei danni in situazioni diverse.
     
  • Il Ministero dello Sviluppo economico annuncia la proroga al 31 agosto 2017 della Consultazione sulla Strategia energetica nazionale (SEN). Dal 12 giugno, è possibile inviare commenti, segnalazioni e proposte - sui siti www.mise.gov.it e www.minambiente.it - che saranno valutate per la predisposizione del documento finale.
     
  • A circa tre anni dal lancio delle linee guida di Riforma Terzo Settore, voluto dall'ex premier Matteo Renzi, i provvedimenti attuativi giungono al traguardo. Codice del Terzo Settore, impresa sociale e cinque per mille sono stati varati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, dopo un confronto con le Commissioni delle due Camere.
     
  • La Fondazione Con il Sud promuove la seconda edizione dell’Iniziativa Immigrazione, che rientra nell’ambito di intervento “Progetti Speciali e Innovativi”, mettendo a disposizione 2,5 milioni di euro per favorire l’inclusione lavorativa e il contrasto alla tratta e allo sfruttamento sessuale degli immigrati presenti nelle regioni meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia).
     
  • La rivista Centro in Europa di Genova ha pubblicato un numero dedicato a “60 anni dai trattati, ora quale Europa?” che contiene anche un articolo di Donato Speroni, responsabile della redazione dell’ASviS, sul tema: “Il ‘Sesto scenario’: per uscire dall’impasse l’Europa deve realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”. L’articolo espone in dettaglio lo scenario, sottoscritto dalle associazioni della società civile, alternativo alle proposte della Commissione europea sulla realizzazione dell’Agenda 2030.
     
  • Il saggio "La riva invisibile del mare" di Salvatore Dimaggio sulle migrazioni per Edizioni San Paolo, con prefazione di Lia Quartapelle (capogruppo Pd Commissione Difesa-Camera) e postfazione di Piero Dominici (sociologo e collaboratore di Nova-Sole24Ore). Il libro dà risalto ai Sustainable development goals, soprattutto per il ruolo che le rimesse dei migranti possono giocare in prospettiva come fortissimo agente di perequazione economica, ma anche per l'importanza di una corretta gestione dei flussi migratori nell'avvicinarci o allontanarci dagli Obiettivi.

Eventi più significativi delle settimane passate:

  • È stato presentato a Milano il Rapporto Lombardia 2017, realizzato da Éupolis Lombardia. Il documento si concentra sullo stato di sviluppo dei Paesi nel loro complesso e dei territori nello specifico in vista dell’orizzonte 2030 sempre più vicino. Alla presentazione del 3 luglio ha partecipato anche Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • L’Innovation Summit di Deloitte su “L’innovazione e alcune eccellenze italiane: Fashion, Automotive e Turismo” si è tenuto a Milano il 3 luglio ed è stato un evento esclusivo dedicato all’innovazione del Made in Italy.
     
  • L’Assessora alla Sostenibilità Ambientale Giuseppina Montanari ha presentato il “Piano per la riduzione e la gestione dei Materiali Post-Consumo di Roma Capitale 2017-2021” a Roma il 4 luglio.
     
  • Symbola ha promosso il Festival della Soft Economy che ha avuto luogo a Treia e a Macerata dal 4 al 6 luglio. Il nostro Paese può svolgere un ruolo importante come ponte verso l’Africa e come partner del progetto della Nuova Via della Seta. Per questa Italia è decisiva la sfida della ricostruzione nell’Appennino centrale, metafora e concreto banco di prova della nostra volontà e capacità di dare senso al futuro.
     
  • La Foundation for a Europe of Nations and Freedom (Fenl) ha organizzato il Mediterranean Forum. Si è trattato di un’occasione di dialogo e di scambio di soluzioni riguardo le attuali questioni economiche, sociali e culturali. All’incontro, che si è tenuto a Roma il 7 luglio, ha partecipato anche Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • Il Centro Sportivo Italiano ha lanciato, il 7 luglio a Roma, l’S Factor, più sport come fattore di sviluppo, coesione ed educazione, incontro a cui ha partecipato anche Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • La fondazione Symbola ha organizzato a Treia il “Seminario estivo: il senso dell'Italia per il futuro” che si è tenuto dal 7 all’8 luglio.
     
  • Dal 7 al 9 luglio ha avuto luogo Borgofuturo, il festival della sostenibilità a misura di borgo a Ripe San Ginesio (MC), piccolo comune marchigiano di 800 abitanti da anni impegnato dal punto di vista sociale e ambientale nella rigenerazione e nella ricostruzione del territorio

I prossimi eventi:

  • 10 luglio – 19 luglio – A New York si tiene l’High Level Political Forum, piattaforma centrale delle Nazioni Unite per il follow-up e la revisione dell'Agenda del 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il clou della manifestazione sarà nei tre giorni di riunioni ministeriali dal 17 al 19 luglio. La sessione dedicata all’Italia si svolgerà nella mattinata di martedì 18.
     
  • 10 luglio – A Venezia la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile organizza il convegno "La didattica per lo sviluppo sostenibile negli Atenei italiani". L’evento si propone di avviare un percorso sul tema, confrontandosi con altre realtà istituzionali nazionali che stanno affrontando la stessa sfida culturale. All’incontro partecipa anche Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • 10 luglio –  A Roma il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Global Fund, e i Friends of the Global Fund Europe - in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute - organizzano l’Evento di Alto Livello : "No one left behind: Global Health, Access to Care, Inequalities and Migration” che si terrà presso L’istituto Superiore di Sanità in Viale Regina Elena 299. All'evento parteciperà anche Carla Collicelli del Segretariato ASviS.

a cura di Giulia D’Agata

lunedì 10 luglio 2017
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