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L'impatto economico dei matrimoni precoci: lo studio della Banca Mondiale

Tasso di fertilità e crescita della popolazione, salute e alimentazione, accesso a istruzione, partecipazione alla politica e al mondo del lavoro: sono alcuni degli aspetti che risentono del fenomeno il cui superamento è incluso negli SDGs.

Il dramma delle spose bambine in molti Paesi in via di sviluppo rappresenta ancora un grave freno allo sviluppo complessivo della società con pesanti impatti economici e anche per questo il superamento di questa pratica è incluso nel Goal 5 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.

Lo studio pubblicato il 27 giugno dall'International Center for Research on Women e dall'Education Global Practice della World Bank, finanziato dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, dalla Children’s Investment Fund Foundation e dalla Global Partnership for Education, evidenzia cinque ambiti in cui questo fenomeno globale presenta ancora preoccupanti ripercussioni.

Nello specifico questi sono: tasso di fertilità e crescita della popolazione; salute, alimentazione e violenza; accesso all'istruzione e all'apprendimento; forze di lavoro e salari; partecipazione politica, potere decisionale e investimenti. 
Per matrimonio precoce si intende quello delle ragazze che si sposano prima dei 18 anni di età. Negli ultimi 30 anni questo fenomeno ha visto un graduale calo, non ancora abbastanza sostenuto. Nello studio relativo al 2015 vengono analizzati 25 Paesi, evidenziando come la percentuale di donne tra i 18 e i 22 anni che si sono sposate prima della maggiore età era del 36,7%. Di loro, una su cinque ha avuto il primo figlio entro i 18 anni.

Nonostante la comunità internazionale e i singoli governi nazionali siano sempre più consapevoli degli impatti negativi del matrimonio precoce, gli investimenti per porre fine alla pratica restano limitati. In Africa, su iniziativa dell'Unione Africana, molti Paesi hanno adottato strategie nazionali per la prevenzione e l'eliminazione del matrimonio delle bambine.
Statisticamente la fertilità totale, ovvero il numero di nascite vive per ogni donna, è strettamente correlata al fenomeno delle spose bambine. Una ragazzina che si sposa a 13 anni avrà il 26% di bambini in più che se si fosse sposata dopo i 18. La fine della pratica dei matrimoni infantili e delle nascite precoci potrebbero ridurre la crescita della popolazione, con impatti che dipendono da ciascun Paese ma che possono raggiungere, ad esempio, fino a 0,39 punti percentuali nel Niger.
Inoltre vengono registrati grandi impatti sulla salute e la nutrizione dei figli di giovani madri. I bimbi nati da madri under 18 hanno maggiori probabilità di morire prima dei cinque anni in 15 Paesi, in media del 3,5%.

Venendo al livello di istruzione per le ragazze e alle prospettive educative dei figli di spose bambine, si riscontrano dirette correlazioni. Due approcci possono essere utilizzati per valutare l'impatto del matrimonio infantile sul livello di istruzione delle giovani. Il primo consiste nel chiedere ai genitori delle famiglie esaminate perché le loro figlie abbandonano la scuola. Le risposte pongono il matrimonio come una delle ragioni principali. Il secondo approccio elabora una stima dell'impatto del matrimonio infantile sul conseguimento dell'istruzione. Le stime per l'Africa subsahariana, l'America Latina, i Caraibi e l'Asia meridionale suggeriscono conseguenze statisticamente significative del matrimonio infantile sull'iscrizione e il completamento della scuola secondaria.

Se il matrimonio precoce non influenza direttamente la partecipazione alla forza lavoro, esso, riducendo il livello di istruzione delle donne, si ripercuote sui guadagni e il benessere raggiungibili dalle famiglie. Secondo le simulazioni di reddito, le donne sposate prima dei 18 anni hanno aspettative di guadagno inferiori alle donne sposate dopo questa età. Di conseguenza, considerando i guadagni di tutte le donne e degli uomini sposatisi precocemente, i salari e la produttività a livello nazionale in tutta la popolazione potrebbe aumentare di circa l'1% in media in 15 Paesi.

Altro aspetto da considerate è l'incidenza di questo fenomeno sulla fertilità e sulla crescita della popolazione così come sulla salute, sulla nutrizione e sulla violenza, anche se l'impatto economico non è facilmente quantificabile.
Si può però affermare, secondo lo studio, che una più bassa fertilità e crescita della popolazione apporta benefici valutati globalmente per 106 Paesi a 22 miliardi di dollari nel 2015 e a 566 miliardi entro il 2030.

Mentre il superamento dei matrimoni precoci non avrebbe ripercussioni dirette sulla mortalità infantile sotto i cinque anni, una stima viene fornita dal calcolo di quanto i bambini sopravvissuti al quinto compleanno sarebbero in grado di guadagnare nel corso della propria vita e del livello di benessere che potrebbero raggiungere.
Complessivamente per 106 Paesi, i benefici vengono quantificati in 42mila miliardi di dollari per il 2015-2016 e in 82mila miliardi di dollari fino al 2030.


di Elis Viettone

martedì 04 luglio 2017
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