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“Il manifesto di Villa Mondragone”: le università si impegnano a generare una rinascita culturale

Alla Conferenza internazionale dei Rettori delineato il nuovo ruolo degli atenei nel promuovere una nuova cultura internazionale della sostenibilità.

Lo scorso 23 giugno a Villa Mondragone, sede simbolica dell’università di Tor Vergata a Roma, si è tenuta la "Conferenza Internazionale dei Rettori delle Università”. L’evento si inserisce nell'ambito del 14esimo Simposio Internazionali dei Docenti Universitari dedicato alla “Terza missione delle università in Europa per lo sviluppo umano e globale”, organizzato dal Vicariato di Roma in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma.

Al summit a porte chiuse si sono riuniti i rettori delle università di oltre 50 nazioni dell’area euro-mediterranea inclusi Siria, Palestina, Israele, Paesi dell’Africa e del Sudest asiatico, ma anche Russia e altri Paesi. L’obiettivo finale dell’evento è quello di pubblicare ex-post un manifesto per la cultura internazionale della pace e dello sviluppo sostenibile, il “Manifesto di Villa Mondragone”. Il documento, incentrato su innovazione sociale e superamento di ogni disuguaglianza, ha sancito l’inizio di un nuovo percorso delle università per una rinascita culturale in ogni campo. Il dibattito si è concentrato non solo sul ruolo chiave degli atenei nel generare cultura e innovazione sociale, ma anche su una nuova visione dell’Europa.

Le università con la sottoscrizione del manifesto si impegnano a promuovere l’adozione di modelli sostenibili, a stimolare la cooperazione tra gli atenei nel settore della didattica e della ricerca, a coinvolgere le istituzioni non accademiche, a formare il personale ai temi dello sviluppo sostenibile e a investire sforzi e risorse in progetti sullo sviluppo sostenibile.

Che ruolo possono giocare le università nella sfida al raggiungimento dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile individuati dalle Nazioni Unite e fissati nell’Agenda 2030?

L’ambasciatore Pietro Sebastiani, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo ha osservato: “Si è creata una rete molto utile tra università di varie aree di grande interesse per la nostra sicurezza, avvenire e sviluppo economico. È molto importante che tutto questo si sia sviluppato nel contesto dell’Agenda 2030 che per la prima volta pone al centro l’uomo.”

Nabil Ayoub, Presidente dell’università Madada in Giordania, ha affermato: “Bisogna costruire ponti per poter ambire alla pace mondiale. Questo può essere fatto solo attraverso la formazione, l’educazione. Aiutare I rifugiati ad avere una formazione può solo costituire un ponte verso il futuro.”

Per il video ufficiale dell’iniziativa: http://web.uniroma2.it/module/name/Content/newlang/italiano/navpath/HOM/action/showpage/content_id/42361

 

di Ottavia Ortolani

mercoledì 28 giugno 2017
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