per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

L'Ue e gli SDGs: dal Cese ecco le nuove frontiere del diritto e del progresso

A Bruxelles la riunione del Comitato economico e sociale europeo il 22 e 23 maggio, per condividere le iniziative di successo dei Paesi membri e riflettere sul ruolo che deve avere in questa transizione la società civile.

L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile riguarda tre ambiti della stessa rilevanza: il settore economico, il contesto sociale e la tutela ambientale. A ribadirlo con decisione la conferenza del Comitato economico e sociale europeo (Cese) che si è riunita a Bruxelles il 22 e 23 maggio, proprio per riflettere sulle sfide dettate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Onu siglati da 193 Paesi nel 2015.

Così l'organo consultivo dell'Unione europea, nella convinzione che l'Agenda diventerà una realtà solo se i cittadini saranno parte attiva del cambiamento necessario e la società civile sarà coinvolta nel processo, ha impostato la due giorni di lavori dal titolo "A new frontier of rights and progress for the Eu" su quattro matrici fondamentali:

  1. Gli ambiti economici, sociali e ambientali, trattati in maniera interdisciplinare e sullo stesso piano di importanza, si rinforzano reciprocamente. I progressi dipenderanno dalla misura in cui scelte politiche e azioni strategiche rifletteranno questa interconnessione. Da qui, la necessità di misurare la crescita "oltre il pil" e di passare dagli indicatori alla progettazione politica.
     
  2. Le opportunità connesse alla realizzazione dell'Agenda 2030, che con i suoi Obiettivi appare come la strategia di sviluppo economico e sociale più pertinente alla tradizione democratica europea, che porta con sé diritti universali e ricerca di equità sociale.
     
  3. Il terzo obiettivo della conferenza è quello di implementare la comunicazione a proposito dei vantaggi connessi al perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile per i singoli individui e la società nel suo complesso.
     
  4. Infine il meeting si è anche riproposto di sondare quale deve essere il coinvolgimento più efficace della società civile nella governance e nell'attuazione degli SDGs, a livello nazionale ed europeo.

Alla riunione hanno partecipato circa 200 persone, tra cittadini, associazioni, mondo accademico e imprenditoriale, portando nel dibattito numerose esperienze di successo già intraprese dai Paesi membri, che quindi possono essere d'esempio e d'ispirazione per gli altri Stati Ue. Al termine, sono state elaborate conclusioni e raccomandazioni, sintesi degli interventi orientati a un progresso complessivo dell'Europa.

di Elis Viettone

martedì 06 giugno 2017
#ASviS_Altre_News #goal8 #goal13 #goal10

Aderenti

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale