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Contro mercato illegale pesca, da Tokyo meeting su trasparenza e sostenibilità

L'International Conference on Seafood Transparency and Sustainability nella capitale giapponese, scelta proprio per il ruolo centrale da produttore e consumatore nel settore ittico che il Paese riveste.

Condividere informazioni sull'impatto della pesca illegale e su come altre nazioni affrontano la trasparenza e la sostenibilità del mercato ittico: ecco i principali argomenti discussi a Tokyo il 16 e 17 maggio nell'ambito del'incontro International Conference on Seafood Transparency and Sustainability.

E proprio per il ruolo fondamentale del Giappone nell'industria della pesca globale sia come produttore sia come consumatore, lo Stato nipponico ha riunito circa 300 partecipanti, tra rappresentanti di governo, settore privato, mondo accademico, media, istituzioni intergovernative e ong, in un incontro organizzato dall'Agenzia Giapponese per la Ricerca e l'Educazione alla Pesca, dall'Università Waseda e dall'Organizzazione per la conservazione della Natura (Iucn).

I lavori del primo giorno hanno visto in agenda un focus sull'uso della tecnologia per il monitoraggio e la rilevazione della pesca “illegal, unreported and unregulated (Iuu)” e su quali prospettive adottare nella cooperazione internazionale per contrastare questo tipo di comportamenti illeciti, mostrando ad esempio i risultati dell'analisi delle immagini satellitari per il monitoraggio delle attività delle barche da pesca cinesi nell'Oceano Pacifico del nord-ovest. Le conclusioni della ricerca presentata da Yoshioki Oozeki, ricercatore del Fisheries Research Agency, indica dunque un gran numero di navi del Dragone che effettuano operazioni di pesca Iuu, tra cui la refrigerazione, la lavorazione e il trasporto dei pesci.

A seguire, nella giornata successiva si è affrontato il tema delle politiche e delle misure per promuovere la trasparenza nel commercio del pescato, quali sono gli aspetti principali da considerare per una pesca sostenibile e come migliorare l'uso della certificazione e delle etichette sui prodotti ittici. In questa occasione, Tetsuji Ida, giornalista di Kyodo News, ha definito "rampante" la pesca Iuu giapponese, con oltre 7mila casi riportati solo nel 2015, descrivendo un ciclo vizioso in cui la pesca illagale porta all'esaurimento dello stock ittico, il che porta il pesce a prezzi più elevati e quindi incentiva ancora di più questi dannosi comportamenti.

Sempre guardando al Goal 14, che prevede al tutela di flora e fauna acquatiche, Obiettivo incluso nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (SDGs), siglata dei Paesi Onu nel 2015, è orientato l'high level meeting previsto al quartier generale delle Nazioni Unite a New York dal 5 al 9 giugno. In questa conferenza, l'Ocean Conference, si discuterà della conservazione delle specie e degli habitat naturali e della sostenibilità nello sfruttamento dei mari e bacini, in concomitanza con la Giornata Mondiale degli Oceani l'8 giugno, con lo scopo di divenire protagonista dell'inversione di tendenza a propostito della salute degli oceani per le persone, il Pianeta e la prosperità.

di Elis Viettone

venerdì 02 giugno 2017
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