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L'allarme Ocse: "Entro il 2050 il 40% popolazione mondiale a rischio stress idrico"

Al Council of foreign relations di New York, all'incontro Prioritizing Water on the Global Agenda, il segretario generale Gurrìa ha descritto le emergenze legate all'approvvigionamento idrico a livello mondiale e individuato alcune soluzioni.

"Nel 20esimo secolo abbiamo perso il 50% delle nostre acque interne, non possiamo permetterci di perdere l'altro 50% nel 21esimo”. L'allarme arriva dal segretario generale dell'Ocse, Aguel Gurrìa, che il 24 aprile ha voluto ricordare al Council of foreign relations di New York, nell'ambito dell'incontro Prioritizing Water on the Global Agenda, le emergenze legate all'approvvigionamento idrico che l'umanità si sta preparando ad attraversare nei prossimi decenni e che già oggi sono causa di 675mila morti premature ogni anno.

I numeri che l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico riporta nelle parole di Gurrìa sono critici: si calcola infatti che oggi nel mondo siano oltre 1,8 miliardi le persone a non avere un accesso all'acqua corrente e che l'89% delle morti conseguenti a fenomeni atmosferici di particolare intensità avvengono nei Paesi in via di sviluppo nonostante questi siano colpiti solo nel 26% dei casi.

“Ma sarebbe sbagliato trattare il problema come se riguardasse solo gli Stati più poveri”, sottolinea Gurrìa, “Il tema dell'acqua tocca tutti perché le crisi locali possono rapidamente divenire globali. Sappiamo già che siccità prolungate in aree agricole strategiche possono determinare i prezzi del mercato alimentare”.

Ma se, come ricorda Gurrìa, la collaborazione su queste sfide deve essere trasversale e coinvolgere più livelli della società, dalla politica ai cittadini, alle imprese, è significativa anche la Tavola rotonda sui finanziamenti idrici (Roundtable-on-Financing-Water) che ha avuto luogo nel quartier generale dell'Ocse a Parigi il 12 e 13 aprile. Il documento con le prospettive legate a scenari futuri presentato in tale contesto non lascia molti dubbi. Entro il 2050 infatti il 40% della popolazione avrà alte probabilità di vivere in aree colpite da carenze idriche, mentre il 20% sarà a rischio alluvioni.

Scopo della Tavola rotonda è facilitare i flussi di investimenti e finanziamenti per contribuire alla sicurezza idrica e alla crescita sostenibile. Il secondo incontro è previsto a Tel Aviv dal 12 al 14 settembre, ma alla materia sarà dedicata anche una sessione alla Stockholm International Water Week dal 28 agosto.

“Il sistema globale di organizzazione e gestione delle forniture idriche è deficitario”, ha spiegato ancora Gurrìa dal Council of foreign relations, “Invece dovremmo studiare risposte durature nel tempo, che prescindano dai confini nazionali e politici, e comprendere come l'architettura globale del sistema non dovrebbe limitarsi solo all'acqua, ma anche ad altri settori strategici ad essa connessi come quello alimentare, urbanistico ed energetico”.

di Elis Viettone
 

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