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Fashion Revolution, per un’industria della moda sostenibile

Per ispirare una moda più etica e generare un cambiamento positivo, il movimento globale Fashion Revolution muove una campagna virale sui social. Anche in Italia hanno aderito alla campagna personaggi del mondo dello spettacolo.

Il movimento Fashion Revolution, nato in Gran Bretagna da un’idea di Carry Somers, pioniera del fair trade, vuole ispirare una moda più etica. L’obiettivo è di generare un cambiamento positivo dell’industria per ridare dignità alla catena di produzione che rispetti le persone, l’ambiente, la creatività, non tralasciando l’importante aspetto del profitto.

Lanciata in occasione dell’anniversario della strage di Rana Plaza a Dacca in Bangladesh, dove nel 2013 hanno perso la vita 1.133 operai del tessile, la campagna vuole scoprire la provenienza dei capi e aprire un dialogo con i grandi marchi della moda. Tramite l’uso dell’hasthag #whomademyclothes, la domanda “Chi ha fatto i miei vestiti?” in italiano, e’ diventata virale su Facebook e Twitter. Il maestro Bernardo Bertolucci, lo stilista Elio Fiorucci, la conduttrice Eleonora Daniele e l’attrice Stefania Rocca sono soltanto alcuni dei personaggi che hanno aderito al movimento Fashion Revolution condividendo foto con gli abiti al contrario e l’etichetta bene in vista.

L’augurio è che i marchi puntino su soluzioni etiche, come per alcuni una produzione manifatturiera a Km 0, e che promuovano un’industria della moda sostenibile.

La campagna internazionale per una moda più etica, iniziata il 24 aprile, si chiuderà domenica 30.

Account Twitter Italia (950 followers):
https://twitter.com/fash_rev_italia

Sito Italia:
http://fashionrevolution.org/country/italy/

di Ottavia Ortolani

sabato 29 aprile 2017
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