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I 17 imprenditori sociali che migliorano il mondo

Fornire medicine tramite droni, aiutare i rifugiati a ricongiungersi con le proprie famiglie, promuovere un’alimentazione sostenibile: ecco in cosa sono impegnati gli imprenditori sociali premiati quest’anno dalla Fondazione Schwab.

Istituita nel 1998 da Klus Schwab, fondatore del World Economic Forum (Wef), la Fondazione Schwab premia ogni anno le imprese che più contribuiscono all’innovazione e al progresso sociale. Sono già oltre 320 gli imprenditori sociali inclusi nell’elenco della Fondazione: persone che sfruttano il potere delle forze di mercato e dei principi d’impresa per risolvere problemi sociali e ambientali che vanno dalla disoccupazione al ricongiungimento familiare per i rifugiati, dal diritto umano all’acqua all’inclusione finanziaria.

Il 29 marzo sono stati aggiunti alla lista altri 17 uomini e donne provenienti da 13 organizzazioni impegnate in attività a sostegno di popolazioni vulnerabili, marginalizzate e a basso reddito. Le iniziative sono spesso frutto del pensiero creativo di imprenditori che operano in zone dove lo Stato, da solo, non è in grado di realizzare cambiamenti sociali significativi.

“Molti dei nostri vincitori per il 2017 operano in partenariato con i governi”, ha dichiarato Hilde Schwab, co-fondatrice e presidente della Schwab Foundation per l’imprenditoria sociale, “come fornitori di servizi, per incorporare approcci innovativi nei sistemi a conduzione governativa o, in alcuni casi, per disegnare nuove leggi, politiche o regolamenti che abbiano un impatto diretto a livello nazionale”.

Tra i premiati di quest’anno figurano amministratori delegati e fondatori di organizzazioni con base in Ruanda, Liberia, Sierra Leone, Zambia, India, Pakistan, Vietnam, Brasile e Usa. Delle 17 imprese vincitrici, solo 2 sono europee, con base in Danimarca e Regno Unito.

Uno degli imprenditori sociali del 2017 è Keller Rinaudo, Ceo di Zipline, la prima azienda che utilizza droni (chiamati “zips”) per distribuire vaccini, medicine e sangue per trasfusioni nella Ruanda rurale.

In Zambia, la non profit Comaco di Dale Lewis contribuisce alla riduzione del bracconaggio fornendo alternative agli agricoltori e agli allevatori locali che vi ricorrono per motivi economici. Aiutandoli ad accedere a mercati come quelli del riso, del miele o del burro di arachidi, l’organizzazione contribuisce alla conservazione della biodiversità e alla sicurezza alimentare delle famiglie più povere.

In Danimarca, Christopher e David Mikkelsen hanno fondato Refunite, una piattaforma che permette ai rifugiati di rintracciare i propri familiari gratuitamente tramite linea telefonica. Ad oggi, il progetto ha permesso a 38mila persone di ricongiungersi con la propria famiglia.

C’è poi Kimbal Musk, co-fondatore di The Kitchen, una non-profit americana che collabora con una serie di ristoranti per servire cibo locale e sano a prezzi accessibili. L’iniziativa prevede anche l’organizzazione di “giardini di apprendimento” nelle scuole, laboratori per educare bambini e ragazzi a scelte alimentari salutari e sostenibili.

Per accedere al database completo degli imprenditori sociali della Fondazione Schwab cliccare qui.

 

di Lucilla Persichetti

giovedì 06 aprile 2017
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