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Nuvole nere su Guadalajara per il cambio di politica Usa sul clima

La decisione di Trump a favore delle energie fossili è stata al centro del dibattito della riunione Ipcc-45. L’istituzione rischia anche la crisi finanziaria ed ha creato un gruppo ad hoc per affrontarla.

La sessione del 45° Panel degli scienziati del clima (International panel on climate change - Ipcc-45) si è tenuta dal 28 al 31 marzo 2017 a Guadalajara, in Messico, con circa 320 partecipanti provenienti da oltre 100 paesi. L'agenda includeva: i progetti della relazione speciale sul cambiamento climatico, della desertificazione, del degrado del territorio, della gestione sostenibile del territorio, della sicurezza alimentare, dei flussi di gas serra negli ecosistemi terrestri, (Srccl); della relazione speciale sui cambiamenti climatici, gli oceani e la criosfera (Srocc); il bilancio dell'Ipcc per gli anni 2017, 2018, 2019 e 2020 e la mobilitazione delle risorse.

Questo è stato il primo meeting Ipcc dopo l'entrata in vigore dell'accordo di Parigi sul clima di quasi sei mesi fa, che ha segnato l'inizio del percorso per ripristinare la neutralità del clima con una anomalia della temperatura media superficiale terrestre quanto possibile vicino a 1,5 °C. Era anche il secondo incontro del gruppo di esperti per esaminare quelli che dovranno essere i rapporti scientifici della sesta valutazione. Faceva seguito agli accordi presi a Nairobi, in Kenya, nell’aprile 2016. Principale tra tali accordi è quello sulla struttura della relazione speciale sul riscaldamento globale di 1.5 °C, poi adottato nell’ottobre 2016 a Bangkok dall’Ipcc-45 (scarica il testo concordato).

Il Panel prende atto che ci sono prove schiaccianti che il 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato, proprio mentre, il 28 marzo 2017, quando l’Ipcc-45 stava cominciando il suo lavoro, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump firmava un ordine esecutivo (scarica il documento della Casa Bianca), in cui dichiarava che la sua azione per il clima consisterà nel promuovere le politiche energetiche a favore dei combustibili fossili. Anche se smantellare il Clean Power Plan dell’ex presidente Barack Obama, che cerca di ridurre le emissioni del settore energetico degli Stati Uniti e aumentare la produzione di energie rinnovabili, può richiedere molti anni e molte battaglie nei tribunali, l'ordine esecutivo invia un messaggio scoraggiante al resto del mondo.

La politica climatica degli Stati Uniti ha implicazioni molto concrete per il lavoro dell'Ipcc, perché influisce sui contributi annuali di bilancio e, in tal modo, sulle priorità dell’Ipcc. Non è un segreto che i contributi all’Ipcc sono stati in costante calo dal 2008, così come il numero dei finanziatori. Per anni, gli Stati Uniti sono stati i principali sostenitori dell’Ipcc, contribuendo con oltre 43 milioni di franchi svizzeri al bilancio dell’Ipcc sin dal suo inizio. In effetti, gli Stati Uniti sono uno dei soli 23 paesi donatori che hanno contribuito all’Ipcc nel 2016 con quasi 2 milioni di CHF, il maggiore contributo nazionale, sei volte più del secondo. L'incertezza su quanto l'Amministrazione Trump è pronta ad eliminare o tagliare i finanziamenti per i processi internazionali sul clima è stata una pesante nuvola nera sulla discussione del Panel sul finanziamento e sulla sua strategia di mobilitazione delle risorse.

Nel tentativo di ampliare la base di finanziamento, il gruppo di esperti ha elaborato una strategia di mobilitazione delle risorse che propone di esplorare la possibilità di stabilire partnership con agenzie, fondi, programmi, istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale, banche regionali di sviluppo, istituzioni regionali, sindacati, la società civile e le fondazioni filantropiche, così come il settore privato. Mentre la necessità di nuovi donatori trova tutti d’accordo, un certo numero di paesi europei ha espresso preoccupazione per la possibile compromissione dell'indipendenza, l'imparzialità e l'integrità del Panel quando si accettassero finanziamenti da soggetti diversi dai governi.

Analoghe preoccupazioni sono state sollevate per eventuali fondi stanziati con obiettivi precisi o interessati. Un certo numero di paesi in via di sviluppo non vede viceversa alcuna contraddizione nell’accettare fondi da un pool eterogeneo di donatori, sostenendo che “La porta deve essere aperta a tutti coloro che vogliono fare del bene.” Varie altre idee per la raccolta di fondi sono state evocate, compreso il crowdfunding o, seguire l'esempio del Green Climate Fund nel rivolgersi alle città ed alle entità subnazionali per avere supporto.

Per supportare il finanziamento, Ipcc-45 ha istituito un ad Hoc Task Group sulla stabilità finanziaria dell’Ipcc (Atg Finance) definendone i compiti. Il gruppo di lavoro proporrà al prossimo Ipcc-46 una serie di opzioni per il finanziamento volte a fornire mezzi ragionevoli, sostenibili e adeguati per sostenere l’attuazione del programma di lavoro dell'Ipcc. Il gruppo prenderà in considerazione le opzioni per aumentare i contributi dai governi, per esplorare le possibilità di mobilitare risorse aggiuntive dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, e fornirà i criteri per l'ammissibilità di altri potenziali donatori, compresi quelli del settore privato.

di Toni Federico

mercoledì 05 aprile 2017
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