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Prima presentazione del programma governativo per il G7 Ambiente

I riferimenti su cui si baserà il G7 ambiente sono l’accordo di New York per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile e l’accordo di Parigi per i cambiamenti climatici.

Il ministro Gian Luca Galletti ha presentato il 22 marzo le attività intraprese dal ministero in preparazione del G7 Ambiente che avrà luogo a Bologna l’11 e il 12 giugno.

La conferenza si è aperta con l’annuncio da parte del ministro della manifestazione nazionale per lo sviluppo sostenibile che si terrà dal 5 giugno (giornata mondiale dell’ambiente) al 12. Ha poi continuato introducendo il G7 e spiegando che i temi affrontati al convegno di giugno faranno riferimento all’Agenda 2030 e all’Accordo di Parigi per i cambiamenti climatici.

La presentazione delle attività del ministero è stata proseguita dal Direttore Generale per lo sviluppo sostenibile, per il danno ambientale e per i rapporti con l'Unione europea e gli organismi internazionali del ministero dell’Ambiente Francesco La Camera che ha fatto presente, come prima cosa, che la rappresentanza al G7 è stata aperta anche ad altri stati come la Cina, l’Indonesia, il Ruanda, le Maldive e l’Etiopia. Tutti Paesi che si trovano nel vivo del dialogo sullo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici.

Il G7 sarà improntato su una forma di ‘dialogo facilitativo’ che ha lo scopo di cercare di capire a che punto si trovi la comunità globale rispetto all’obiettivo di mantenere l’innalzamento della temperatura ben al di sotto dei 2°C ed è mirato a dare ai paesi le indicazioni necessarie affinché  nel 2020 si faccia una riedizione dei propri impegni in modo da cambiare la traiettoria per renderli più coerenti con l’accordo di Parigi.

Uno dei focus del G7 sarà sull’inquinamento marino e il Marine Litter Solutions, progetto di recupero e smaltimento dei rifiuti plastici dispersi in mare.  La volontà è quella di creare una maggiore sinergia tra tutti gli attori che già si stanno occupando di questa problematica. Tra le attività preparatorie c’è in programma un workshop che si svolgerà a Roma e che ha come focus quello si sfruttare i progetti già esistenti a livello regionale cercando di portarli a livello globale.

Un altro tema che sarà discusso al G7 Ambiente è quello dei sussidi dannosi per l’ambiente. Per La Camera, la Carbon tax non è l’unico modo per controllare il prezzo del dell’anidride carbonica affinché l’economia mondiale sia più coerente con gli Obiettivi di Parigi. Oggi le fonti fossili sono tra le fonti più sussidiate. Già eliminando questi sussidi si avrebbe già un cambiamento nel prezzo delle emissioni.

Sarà affrontato anche il tema delle  banche multilaterali di sviluppo, che sebbene in vista degli obiettivi per 2020 hanno ri-orientato i propri investimenti verso politiche più attente alle tematiche ambientali, saranno necessari ulteriori sforzi affinché continuino in questa direzione. Un grande ostacolo a questa prospettiva è la convinzione che sottoporre la crescita economica a vincoli ambientali (soprattutto per quanto riguarda i Pvs) possa frenare l’occupazione e la crescita stessa. Il G7  ambientale avrà anche il compito di presentare una diversa visione da quella prospettata, dove la crescita inserita nel contesto di sviluppo sostenibile sia supportata e ampliata più che rallentata.

L’ultimo punto della presentazione ha riguardato il G7 per l’Africa. Bisogna coordinare le iniziative in atto nel continente africano in modo che siano di supporto ad una crescita economica che prosegua su un binario più sostenibile.

 

di Giulia D’Agata

lunedì 27 marzo 2017
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