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La corruzione in Italia tra il rapporto Greco e il Corruption Perception Index

La percezione della corruzione in Italia nel 2016 è rimasta sostanzialmente invariata, se pur in un trend di diminuzione, confermato anche dal Rapporto Greco del Consiglio d’Europa

Sono due i documenti pubblicati a distanza di soli tre giorni che studiano la situazione italiana in materia di corruzione. Giovedì scorso, il 19 gennaio, è stato pubblicato il Fourth Evaluation Round, dal Greco (Groupe d’Etats contre la corruption), organo costituito in seno al Consiglio d’Europa che studia i progressi, i rallentamenti e formula raccomandazioni rispetto alla corruzione negli Stati che vi aderiscono; oggi è stato il turno dell’edizione 2016 del Corruption Index, da parte di Transparency International.

I due rapporti, pur adottando metodi profondamente differenti, giungono a conclusioni coerenti fra loro, evidenziando un progressivo miglioramento a partire dal 2012 ma al tempo stesso una sostanziale insufficienza delle misure intraprese per contrastare il fenomeno della corruzione: la direzione è quella giusta, ma l’Italia, stando a Transparency International, è ferma alla situazione del 2015, avendo guadagnato una sola posizione (dal 61° al 60° posto).

 

 

L’Italia e il Corruption Perception Index

Il Rapporto di Transparency International misura il livello di percezione della corruzione nel Paese, facendo riferimento ai pareri di soggetti istituzionali qualificati, tra cui, per l’Italia, la Bertelsmann Foundation, il World Economic Forum EOS e il World Justice Project Rule of Law Index, ma non solo.

L’Italia è passata dal 61° posto al 60°, al pari di Cuba e subito dopo la Romania, ma ben lontana dai paesi culturalmente e geograficamente più vicini come la Spagna (41°), Portogallo (29°), Francia (23)°, Inghilterra e Germania (entrambi al 10° posto). Qui la classifica dei paesi europei. Stando al rapporto, l’Italia, quindi, segna sostanzialmente una battuta d’arresto rispetto al trend di miglioramento iniziato nel 2013, anno in cui il Paese era passato dalla 72° posizione del 2012 (la più bassa in assoluto) alla 69°, confermata nel 2013 e trasformata nel 2015 al 61° posto.

La posizione italiana si inserisce, però, in un quadro in cui la percezione della corruzione è aumentata in generale nel mondo: sono più i Paesi che hanno perso punti e rispetto a quelli che ne hanno guadagnati, mentre l’Italia, in controtendenza, aumenta per il terzo anno consecutivo il suo punteggio arrivando a 47/100 su una scala da 0 (molto corrotto) a 100 (per nulla corrotto).

Il Corruption Perception Index 2016 cerca di evidenziare la connessione fra percezione della corruzione ed esclusione sociale: esse si alimentano reciprocamente creando un circolo vizioso tra corruzione, iniqua distribuzione del potere nella società e iniqua distribuzione del benessere. Josè Ugaz, presidente di TRansparency International, ha così dichiarato: “In too many countries, people are deprived of their most basic needs and go to bed hungry every night because of corruption, while the powerful and corrupt enjoy lavish lifestyles with impunity. We do not have the luxury of time. Corruption needs to be fought with urgency, so that the lives of people across the world improve.” – “In troppi paesi le persone sono private dei loro bisogni più elementary e si addormentano arrabbiati ogni notte a causa della corruzione, mentre il potente e il corrotto godono impunemente di un lussuoso stile di vita. Non ci possiamo permettere il lusso del tempo. La corruzione va combattuta con urgenza, così da poter migliorare la vita delle persone in tutto il mondo”.

 

L’Italia e il rapporto GRECO

Il report del Greco, il quarto sull’Italia da quando Paese ha aderito (2007) riguarda la “Prevenzione della corruzione nei confronti dei membri del Parlamento, dei giudici e dei pubblici ministeri”.

Il risultato è coerente con gli approdi del Corruption Perception Index: la valutazione del Greco è la prima successivamente alle riforme avviate in Italia nel 2012 con la legge Severino e studia in particolare il fenomeno corruttivo in riferimento ai membri del Parlamento, alla magistratura giudicante e alla magistratura inquirente, analizzando le misure di prevenzione adottate fino a questo momento. Il rapporto contiene un’analisi critica della situazione nel Paese, analizzando i progressi che sono stati raggiunti e facendo raccomandazioni per il futuro; raccomandazioni di cui l’Italia dovrà riferire entro 18 mesi.

Nonostante il rapporto riconosca i progressi raggiunti dall’Italia tra il 2012 e il 2016 – confermati dalla minor percezione evidenziata anche da Transparency International –, emergono ancora forti criticità e punti di debolezza che il sistema presenta; debolezze, però, che richiedono, oltre a misure strutturali, un mutamento culturale, un “approccio di lungo termine”, fondato su una “educazione continua in tutti i settori della società intesa come indispensabile componente della strategia nazionale anticorruzione”.

Quanto al primo degli ambiti di indagine, cioè in relazione alla corruzione nei confronti dei parlamentari, si occupa in particolare dell’attività di lobbying, di codici di autodisciplina di conflitto di interessi. Per quanto riguarda i primi due temi, la Camera dei Deputati ha avviato un progetto per l’adozione di un codice di condotta interno, tuttavia ancora a livello di prova, ed una prima regolamentazione delle lobby in Parlamento, misure non adottate dal Senato. In questo campo, il Greco raccomanda la creazione di un sistema quadro disciplinare completo, l’introduzione dei codici di autodisciplina e la regolamentazione delle lobby all’interno dei regolamenti parlamentari, così da rendere effettive le misure finora adottate. Quanto al conflitto di interessi, viene raccomandata l’adozione di una regolamentazione chiara ed effettiva, riorganizzando e riunendo tutte le attuali cause di ineleggibilità in unico corpo normativo. IN particolare, si raccomanda l’introduzione di un meccanismo che prevenga e reprima il fenomeno delle porte girevoli e quindi predisponga alcune restrizioni professionali al termine del mandato parlamentare, così come già previsto per alcune Autorità amministrative indipendenti ed anche a livello europeo.

Le raccomandazioni di magistratura giudicante ed inquirente sono trattate congiuntamente e riconoscono l’impianto già corposo della normativa italiana a tutela dell’indipendenza dell’apparato giudiziario. Esse mirano ad elevare livello legislativo alcune misure già prese da alcuni codici di autodisciplina già vigenti: viene invece prospettata l’introduzione di una disciplina in materia di conflitto di interessi, doppio incarico e, anche in questo caso, di porte girevoli per prevenire fenomeni di contiguità fra mondo politico, amministrativo-locale e giudiziario che possano mettere a rischio l’integrità della funzione giurisdizionale.

All’Italia è richiesto di presentare un rapporto al Greco per riferire rispetto alla implementazione delle misure prospettate dal Rapporto entro il 30 aprile 2018.

 

Qui il Rapporto Greco (download)

Qui il Corruption Perception Index (Sito ufficiale)

 

di Carlo Maria Martino

mercoledì 25 gennaio 2017
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