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2016 l’anno più caldo mai registrato, preoccupanti le temperature italiane

Le temperature del 2016 hanno superato di 1,1°C quelle dell’era preindustriale, dice il Goddard Institute for Space Studies della Nasa. In Italia potrebbero aumentare di 3°C entro fine secolo.

Secondo studi indipendenti condotti dal Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa e dall’Agenzia federale statunitense per la meteorologia, la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), il 2016 è stato l’anno più caldo da quando si ha disponibilità di dati, cioè dal 1880, con temperature mondiali più alte di 0,99°C rispetto alla media del ventesimo secolo e di 1,1°C rispetto all’era preindustriale. Questo dato rende il 2016 il terzo anno di fila a segnare un nuovo record di temperature: un cambiamento dovuto principalmente all’aumento di anidride carbonica e altre emissioni antropogeniche nell’atmosfera.

Gran parte del surriscaldamento si è verificato negli ultimi 35 anni, e dei 17 anni più caldi mai rilevati, 16 sono quelli dal 2001 ad oggi. Ma il 2016 non raggiunge soltanto il primato annuale: fatta eccezione per giugno, i mesi da gennaio a settembre hanno registrato le temperature più alte della loro categoria, mentre ottobre, novembre e dicembre sono stati secondi soltanto ai record del 2015 per gli stessi mesi. Contribuiscono al surriscaldamento globale anche fenomeni climatici come El Niño o La Niña, che riscaldano o raffreddano l’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale causando corrispondenti variazioni nei venti terrestri. El Niño, per esempio, ha dispiegato i suoi effetti per gran parte del 2015 e per il primo trimestre del 2016. I ricercatori stimano che il suo impatto abbia generato un’anomalia della temperatura globale pari a circa 0,2°C.

Questi dati arrivano in un periodo storico particolare, segnato da un lato dall’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, scettico sui cambiamenti climatici, e dall’altro dalla recente conferenza Onu di Parigi sul clima, in cui la comunità internazionale si è impegnata a contenere l’incremento delle temperature globali entro i due gradi, e possibilmente entro 1,5°C, rispetto ai livelli preindustriali. Eppure abbiamo già raggiunto un grado in più rispetto a quell’epoca, dice il Wwf, che continua: “occorre applicare rapidamente e in modo incisivo l’Accordo di Parigi e puntare sempre di più sull’ energia pulita nei prossimi anni”.

Il Wwf segnala inoltre condizioni preoccupanti per l’Italia. Secondo le più avanzate elaborazioni del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc), infatti, nel caso dell’ipotesi di mitigazione, ritenuta ormai la più verosimile tra quelle analizzate nell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), la temperatura media Italiana aumenterà di circa 3°C entro la fine del secolo. E non è tutto: uno scenario business as usual (in cui le cose non cambiano e le emissioni restano costanti) porterebbe le temperature italiane a un incremento di addirittura 6°C. È quindi necessario avere reali capacità di visione e adottare una strategia che porti al più presto a decisioni concrete piuttosto che a un loro continuo rinvio. Conclude il Wwf: “l'urgenza dell'azione anche nel nostro paese è ormai un obbligo civile e morale”.

di Lucilla Persichetti

martedì 24 gennaio 2017
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