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Sharing mobility in Italia, 13mila bici in 200 città e 6mila auto per 700mila utenti

Bikesharing, carsharing, car pooling: nella prima Conferenza Nazionale sulla mobilità condivisa lo stato dell’arte nel nostro Paese. Dal 2013 con Car2go ed Enjoy, quadruplicati in 2 anni i veicoli condivisi. A Milano la migliore prestazione.

Bikesharing, carsharing, ma anche car pooling, scooter sharing, bus sharing e park sharing: ecco alcune delle parole che sono entrate nel nostro vocabolario e faranno sempre più parte del nostro quotidiano. Il concetto di sharing mobility ha infatti mostrato negli ultimi anni le sue potenzialità nella soluzione di traffico e inquinamento che attanagliano molte città italiane.

A offrire un quadro del panorama in Italia, la prima Conferenza Nazionale della Sharing Mobility il 23 novembre, organizzata  dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, e composto da oltre 50 membri fra cui tutti gli operatori di sharing, ha descritto lo stato dell’arte della sharing mobility italiana e ha presentato il Primo Rapporto Nazionale sulla sharing mobility. Alcuni numeri sul fenomeno: 13.770 biciclette in condivisione in 200 Comuni, 5.764 auto in carsharing per 700mila utenti, sia in free floating, l’auto che si preleva e lascia ovunque, sia station based, si preleva e lascia in spazi definiti.

Nello specifico ecco una sintesi del Rapporto:

  • Bike sharing  – L’Italia è il Paese europeo in cui la sua diffusione è più alta. In Francia, ad esempio, i servizi attivi non superano le 40 città. La condivisione delle biciclette decolla nel 2001 per l’iniziativa del ministero dell’Ambiente in Romagna. In testa alla classifica il Nord con il 64% dei servizi e l’81% delle bici condivise, contro il 14% del Centro e il 22% del Meridione.
  • Car sharing – Circa 700mila gli iscritti, 5.764 i veicoli e 29 le città attive: dal 2001 il servizio è partito in Italia grazie allo station based ICS, Iniziativa Car Sharing. Con l’arrivo del free floating di Car2go ed Enjoy nel 2013, il carsharing italiano ha ivisto una svolta, quadruplicando in due anni i veicoli condivisi, così come il numero degli iscritti e dei noleggi è cresciuto rispettivamente di 12 e 30 volte. Le 12 città italiane con più di 250mila abitanti dispongono di almeno un servizio di carsharing, con il 34% dei mezzi a Milano, il 26% a Roma, il 16% a Torino e l'11% a Firenze.
  • Carpooling - Il discendente tecnologico dell'autostop: ecco il modo più semplice di descrivere il servizio, che consiste nel condividere con altri uno spostamento in automobile stabilito in precedenza. L’operatore che domina nel settore oggi è il servizio extraurbano di BlaBlaCar che conta più di 20milioni di utenti nel mondo. Grazie allo sviluppo sempre più rapido delle app, il car pooling sembra essere un fenomeno destinato a esplodere nei prossimi anni.
  • Il Caso Milano – Un particolare focus ha riguardato Milano, che sul fronte della mobilità condivisa è allo stesso livello di molte capitali europee. Da una parte l’Amministrazione ha investito su trasporto pubblico e mobilità ciclo-pedonale, dall'altra ha messo in atto misure per scoraggiare l’uso dell’auto privata nelle aree centrali della città. Il 67,5% dei milanesi intervistati possiede un’auto ma quasi il 30% di loro non ne ha nessuna. Circa 60mila cittadini di Milano affermano di usare con frequenza i diversi servizi di sharing mobility.
  • Sostenibilità – La mobilità condivisa fa bene all’ ambiente e al traffico: più carsharing, meno emissioni di Co2, con la riduzione delle percorrenze con veicoli privati tra il 16% e 20% e un taglio del numero di auto di proprietà tra il 10 e il 40% per chi sceglie carsharing e circa il 50% degli utenti di bikesharing che passa dal volante al manubrio.

di Elis Viettone

 

sabato 17 dicembre 2016
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