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In arrivo 20 milioni di euro per l'educazione ambientale nelle scuole italiane

Firmata dai Ministri la Carta per l'educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile. I fondi serviranno alla formazione degli insegnanti e a progetti specifici per gli studenti. ASviS: guardiamo a tutte le forme di sostenibilità.

Venti milioni di euro, da oggi al 2020, per inserire l'educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile nelle scuole italiane, dalle primarie fino ai gradi più alti. Lo prevede un protocollo di intesa fra ministero dell'Istruzione e ministero dell'Ambiente, firmato nei giorni scorsi dai ministri Stefania Giannini e Gian Luca Galletti nell'ambito della Conferenza nazionale sull'educazione ambientale, che si è tenuta a Roma al museo Maxxi.

I fondi serviranno alla formazione degli insegnanti e a progetti specifici per gli studenti. I contenuti saranno affidati al ministero dell'Ambiente.

“È un impegno che deriva dalla legge 107 sulla Buona scuola - ha spiegato il ministro Giannini - che prevede l'introduzione della educazione ambientale come uno dei principi guida, non concentrata in un'ora, ma distribuita in attività formativa dalla primaria ai più alti gradi dell'istruzione".

Per il ministro dell'Ambiente Galletti "l'unico modo per risolvere i problemi ambientali è insegnare ai nostri ragazzi a non fare gli errori che abbiamo fatto noi. Noi almeno avevamo la scusante che non avevano le conoscenze scientifiche. Ma se oggi, con quello che sappiamo, non insegniamo l'educazione ambientale, allora siamo davvero colpevoli".

La giornata si è aperta con il saluto di Peter Thomson, Presidente dell'Assemblea Generale ONU, che ha sottolineato l'importanza dell'educazione per il pieno sviluppo dell'Agenda 2030.

Nel corso della Conferenza è stata consegnata ai due Ministri la Carta dell'educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile, preparata dai 12 tavoli tematici riuniti al Maxxi:

1. Biodiversità
2. Agenda 2030
3. Mobilità sostenibile
4. Società civile
5. Digitale e comunicazione
6. Ambiente e salute
7. Economia circolare
8. Turismo sostenibile
9. Lotta al cambiamento climatico
10. Città
11. Gestione delle risorse naturali
12. Spreco alimentare

ASviS, che ha partecipato ai lavori del Tavolo 2, auspica che il focus dell'intervento formativo previsto dalla Carta non sia esclusivamente ambientale. È necessario considerare più in generale, lo sviluppo sostenibile, in modo da essere pienamente coerenti con l'impianto trasversale e trasformativo dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite che, oltre alla dimensione ambientale, include quelle sociali, economiche e istituzionali.

 

di Giulio Lo Iacono e Martina Alemanno

venerdì 25 novembre 2016
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