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I pareri delle Commissioni sul decreto sull’informazione non finanziaria

Mentre la Camera si è focalizzata su aspetti tecnici, il Senato ha recepito alcune proposte di ASviS per allargare la platea dei soggetti obbligati: public utilities, aziende che accedono a fondi pubblici o con impatto su società e ambiente.

Le Commissioni parlamentari Giustizia e Finanze di Camera e Senato hanno espresso il parere sullo schema di decreto legislativo che recepisce nel nostro ordinamento la Direttiva 95 del 2014 sull’informazione non finanziaria.

La discussione tra le forze politiche è stata ampia e articolata anche se, forse, sarebbe stato auspicabile il coinvolgimento di stakeholder esterni. Alcune audizioni informali avrebbero consentito quel dialogo evidentemente proficuo, almeno nelle intenzioni, che il Ministero dell’Economia ha voluto avviare in sede di prima stesura dello schema di decreto e che ha permesso a tanti soggetti di poter presentare, in quella occasione, le proprie posizione sul tema.

Venendo ad analizzare i due pareri, il Senato si è mostrato molto più ricettivo nel portare avanti alcune proposte presentate da ASviS, come, ad esempio, la richiesta di allargare la platea dei soggetti obbligati a fornire informazione non finanziaria includendo public utilities, aziende che beneficiano di finanziamenti pubblici o che partecipano ad appalti statali o, ancora, che hanno in ogni caso un impatto rilevante su società ed ambiente. 

Inoltre il Senato ha suggerito di adottare uno standard di rendicontazione unico che meglio si adatterebbe a favorire la comparabilità tra i dati presentati dalle diverse aziende obbligate alla rendicontazione non finanziaria.

Infine, il Governo viene anche invitato ad adottare un meccanismo premiale per le Pmi che volontariamente decidono di sottostare agli obblighi informativi.

La Camera, invece, ha presentato un parere focalizzato sulla richiesta di risolvere aspetti tecnici relativi al sistema sanzionatorio per chi non rispetta gli obblighi previsti dal decreto e di evitare confusioni tra il ruolo dell’organo di controllo interno, a cui non spettano compiti di gestione, e l'organo di amministrazione, al quale tali compiti sono interamente affidati.

Una volta ricevuti i pareri il Governo si appresta ad approvare il testo definitivo del decreto legislativo, verosimilmente con pochi cambiamenti rispetto al testo originale.  L’auspicio è che il parere del Senato venga considerato per iniziative legislative future come, ad esempio, l’introduzione di una nuova normativa che allarghi il concetto di Eip (ente di interesse pubblico, sottoposto agli obblighi informativi non finanziari) alle categorie specificate dalle Commissioni Finanze e Giustizia del Senato.


di Luigi Ferrata

venerdì 18 novembre 2016
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