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I cinque percorsi delineati dal Rapporto Weo sulla sostenibilità energetica

Il mondo è ancora molto lontano da una struttura energetica che fermi l’aumento delle temperature, dice il World Energy Outlook, che contiene anche un’analisi dettagliata sulle energie rinnovabili e dati allarmanti sulla povertà energetica.

Ogni anno il World Energy Outlook, il rapporto sulla situazione e le previsioni in materia di energia redatto dall’International Energy Agency, delinea la situazione nella produzione e nei consumi delle diverse fonti, dalle fossili alle rinnovabili, e presenta alcuni scenari per il futuro.
Quest’anno dal rapporto presentato il 16 novembre si possono enucleare cinque diverse scenari al 2040.

1) Il Current Policies Scenario (Cps) ipotizza che la struttura energetica attuale rimanga sostanzialmente immutata in futuro.
2) Il New Policies Scenario (Nps) incorpora gli impegni già assunti in occasione della Conferenza di Parigi, come indicati negli Intended Nationally Determined Contributions (Indc) i piani autonomamente presentati da ciascun Paese.
3) Il 450 Scenario (450S) ipotizza quanto si dovrebbe fare per mantenere le emissioni atmosferiche nell’ambito delle 450 parti di CO2 per milione.

Dai dati sui primi tre scenari, che il Weo aggiorna annualmente, si può ricostruire questa tabella, dalla quale si comprende chiaramente le difficoltà della transizione dalle fonti fossili alle rinnovabili.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Come si può vedere, gli impegni finora assunti dai governi riducono del 5% la produzione di energia primaria da fonti fossili che nonostante il calo del carbone continuano a dominare il mercato ancora nel 2040. Per arrivare a ottenere risultati significativi, si dovrebbe realizzare lo Scenario 450, che prevede impegni molto più stringenti.

4) Attenzione però: secondo il Weo, lo scenario 450 sarebbe comunque una scommessa in materia di cambiamento climatico, perché avrebbe una probabilità del 50% di mantenere l’aumento della temperatura media terrestre nell’ambito dei due gradi. Per essere sicuri di raggiungere questo obiettivo, considerato indispensabile per evitare gravi sconvolgimenti alla vita sul Pianeta, si dovrebbe puntare a ridurre la quantità di emissioni da subito, come mostra questo grafico e azzerare l’uso dei fossili entro la fine del secolo.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5) Va detto però che gli impegni assunti a Parigi e ribaditi in questi giorni a Marrakech vanno oltre il limite di due gradi, puntando a contenere l’aumento in un grado e mezzo. “Questo aumento delle ambizioni ci porta in un territorio inesplorato”, è scritto diplomaticamente del Rapporto, perché è difficile tracciare un percorso credibile verso questo obiettivo.Gli estensori del Weo si sono rifiutati di commentare le conseguenze che può avere sul quadro energetico mondiale l’elezione di Donald Trump, favorevole allo sfruttamento di carbone e petrolio.
Il rapporto dell’Iea, oltre a questa analisi non rassicurante, contiene molte altre indicazioni interessanti e dedica un ampio capitolo alla crescita delle energie rinnovabili. “Hanno grandi prospettive nei prossimi decenni”, dice il direttore esecutivo della Iea Fatih Birol, ma il loro impiego è in larga misura confinato alla produzione di energia elettrica. La prossima frontiera è l’estensione delle rinnovabili nell’industria, nelle costruzioni e nel settore dei trasporti, dove c’è un enorme potenziale di crescita”.

Il Weo esamina anche la situazione dell’accesso all’energia, e anche in questa materia il quadro che traccia non è confortante. Mentre il target 7.1 degli SDGs prevede di “garantire entro il 2030 l'accesso universale ai servizi energetici a prezzi accessibili, affidabili e moderni”, i dati del rapporto son così commentati dal sito Wame, World access to modern energy: “Una doccia fredda dall’Aie sull’accesso all’energia, che secondo l’Onu e l’impegno sottoscritto dai governi dovrebbe essere raggiunto nel 2030. Invece ci saranno ancora 780 milioni di persone senza elettricità (oggi 1.200) e ben 2.300 milioni costretti all’impiego tradizionale delle biomasse per cucinare (oggi 2.700)”.


di Donato Speroni
 

giovedì 17 novembre 2016
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