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Papa Francesco sull’Agenda 2030: "Il vero significato di sviluppo umano integrale"

Le Nazioni Unite hanno pubblicato sul sito dell’Assemblea Generale la lettera inviata dalla Santa Sede il 25 settembre 2016. È firmata dall’Arcivescovo Bernadito Auza, Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, ma ispirata dal Pontefice.

Durante il summit dello scorso anno (New York, 25-27 settembre 2015), indirizzandosi all’Assemblea Generale, Papa Francesco aveva descritto l’adozione dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile come un “importante segno di speranza”, se questa verrà effettivamente implementata a livello locale, nazionale ed internazionale, affinché gli obiettivi non rimangano solo target teorici fatti di buoni propositi.
A un anno dal lancio degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, la lettera ripercorre i punti principali toccati dall’Agenda 2030 (“Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development”) in relazione al messaggio e ai princìpi del Papa e della Santa Sede.

I punti toccati sono numerosi e riflettono un attento lavoro di analisi realizzato leggendo passo passo l’Agenda:

  • Comprendere il vero significato di sviluppo umano integrale che include il rispetto assoluto per la vita – in tutti i suoi stadi e le sue dimensioni - e per i diritti umani, facendo attenzione ad una corretta interpretazione della natura umana, della persona umana, della dignità umana e della legge morale.
  • Riconoscere i poveri come agenti dignitosi del proprio destino, incoraggiando quindi lo sviluppo umano integrale e il pieno esercizio della dignità umana dei singoli individui e delle loro famiglie.
  • Offrire strumenti materiali e immateriali, permettendo a ciascuno di vivere dignitosamente, creando ognuno la propria famiglia, cellula primordiale di ogni sviluppo sociale, e supportandola con ogni mezzo materiale (lavoro, salute, cibo, acqua) e immateriale (libertà di religione).
  • Rispettare il principio di giustizia sia proteggendo e migliorando l’ambiente naturale, che agendo sull’esclusione sociale ed economica;
  • Proteggere il diritto ad un’educazione integrale e di qualità, affinché ognuno possa scoprire i propri talenti e le proprie potenzialità, contribuendo così allo sviluppo della società.
  • Rispettare le regole. Se vogliamo un vero sviluppo umano integrale per tutti, dobbiamo lottare per evitare la nascita di conflitti tra nazioni e tra persone, assicurando il rispetto delle regole.
  • Ricercare soluzioni pacifiche per fermare i conflitti, attraverso il dialogo, la negoziazione e la mediazione, e accelerando il processo di disarmo, interrompendo la vendita di armi e, soprattutto, proibendone il mercato nelle zone di guerra.
  • Servire gli altri e rispettare il bene comune, in modo disinteressato.
  • Costruire le basi per una fraternità universale rispettando la natura.

Sottolineando, infine, l’impegno della comunità internazionale di “sradicare la povertà in tutte le sue forme e dimensioni” basato sulla “centralità della persona umana come soggetto primario responsabile dello sviluppo” e del motto “no one will be left behind”, Papa Francesco pone l’accento sulla centralità dell’essere umano apprezzando le “nostre origini comuni, il nostro reciproco senso di appartenenza e il futuro da condividere con tutti”, sul concetto di dignità umana, sulla promozione di ogni uomo, donna, ragazzo e ragazza, sulla salute (pre e post natale), sui diritti e doveri della famiglia e dei genitori, e sullo sviluppo umano integrale che include le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile –economico, sociale, ambientale-.

di Chiara Alberti

mercoledì 26 ottobre 2016
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